La supercoppa è andata al Milan, e questa forse è l’unica vera nota stonata della trasferta pechinese. Era un derby e quindi rispetto a quando a trionfare fu la Lazio o la Roma un po’ di amarezza in più c’è.
Ma questa sconfitta, nel risultato più che nel gioco,a mio avviso non deve preoccupare troppo i tifosi nerazzurri, dato che la partita ci ha finalmente detto che Inter sarà, che tipo di ascendente Gasperini abbia sul gruppo e cosa potremo aspettarci dalla società nerazzurra dopo una stagione caotica e problematica anche se coronata da 3 titoli.

GASPERINI: Mi piace il suo approccio e devo dire che le normali perplessità sul rendimento di un allenatore alla prima esperienza con una squadra importante mi si stanno pian piano dissipando. Sono due mesi che ragioniamo di difesa a tre e di moduli, di centrocampo e posizioni del suo 3-4-3 con tutti i dubbi del caso e poi, alla prima importante il Gasp cosa fa? Non rinuncia alla difesa a tre ma assembla un 3-5-1-1 con attacchi insistenti sulla fascia di Abate, che finchè le gambe degli pseudo titolari reggono svolge perfettamente il suo lavoro tanto che la partita appare divisa in due. Meglio l’Inter nel primo tempo che chiude in vantaggio, per poi subire la rimonta vincente del Milan che ai punti vince meritatamente. Il tecnico però ha dato prova di essere un esperto di calcio, un allenatore, e nell’ultima stagione ad Appiano forse se ne era sentita la mancanza..

LA FORMAZIONE: La sconfitta contro il Milan titolare, è figlia diretta anzi direttissima delle scelte della società. I tifosi nerazzurri hanno ancora ben chiaro in mente il girone di andata della scorsa stagione, quando i muscoli dei reduci del triplete saltavano allegramente come fuochi d’artificio, costringendo a giocare sfide importanti con nomi di terza scelta, l’assenza dei Milito, Cambiasso, Julio Cesar, Snejider e compagni è costata tantissimo alla squadra nerazzurra e il distacco dai cugini ha preso corpo in quella parte di stagione, sarebbero bastate due o tre partite vinte e probabilmente la storia dello scudetto sarebbe stata diversa, prova ne è la rimonta sfiorata con Leonardo, se qualcuno avesse dei dubbi si vada a rileggere la formazione del primo derby e capirà..
Ed allora ecco che, a meno dei richiami obbligati di Julio Cesar e Zanetti, l’Inter lascia a riposo Cambiasso, Lucio, Maicon e Milito, non proprio quattro qualsiasi a cui si è andato a sommare Nagatomo che sarebbe servito tantissimo.
E’ stata una scelta rischiosa ma condividibilissima quella di preservare chi dovrà come ogni stagione affrontare una stagione importante e piena di impegni avendo giocato anche una competizione internazionale di livello come la Coppa america.
Ed allora va bene vedere un Obi titolare e migliore in campo come un Faraoni che rispetto ad altre uscite non si disimpegna bene e mette in crisi il 4-4-2 del secondo tempo.

IL FUTURO: Se partiamo da queste considerazioni quindi, possiamo lecitamente pensare che questa squadra abbia dei grandi margini di miglioramento, dato che il modulo non sarà sempre e comunque il 3-4-3 ma anzi sembra che possa diventare un 4-3-3. Se immaginiamo una difesa a 4 che possa contare su Maicon a destra, anche come esterno di centrocampo, che possa contare su Cambiasso al fianco di Stankovic e sopratutto sull’apporto di Lucio al posto del sempre ballerino Chivu ecco che la prospettiva di crescita appare lampante.

L’incognita però è esplosa negli ultimi giorni, con la paventata cessione di due pilastri della squadra. Il destino di Snejider ed Eto’o e gli eventuali rinforzi.
Gli ingredienti per fare bene ci sono tutti ma questa squadra che è un cantiere aperto con un tecnico nuovo, nuovi schemi ed una nuova filosofia di calcio ha bisogno di trovare presto le sue certezze, quindi ci dicano una buona volta se l’olandese volerà a Manchester e ci rassegneremo a perdere anche lui oltre al campione africano, per cui sospendo il giudizio sulla scelta.
Conoscendo la sua storia, la sua serietà e quello che ha sempre rappresentato, l’aver scelto l’Anzhi pare una cosa incredibile…che sia davvero solo una questione di soldi? Non è da lui ma nel calcio non mi meraviglio mai di nulla.
Finanziariamente un’offerta da 40 milioni come sembra trapelare, per un 31 enne che guadagna 10 milioni a stagione non si può rifiutare, anche se ti si strappa il cuore come per Eto’o.
Ma ripeto, tutti noi attendiamo i rinforzi che DOVRANNO ARRIVARE da queste cessioni…

Leonardo Ciancarella

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