Voglio partire proprio dal ragazzo, da quel numero 37 che così tanto mi sta piacendo, Marco Davide Faraoni. Non chiamiamolo “bambino d’oro”, non affibbiamogli paragoni con grandi e niente pressioni.
Ma questo ragazzo è proprio bravo, lo avevamo visto timido e insufficiente nella supercoppa contro il Milan ed invece eccolo lì, deciso e concreto, tanta gamba e corsa, spallate al momento giusto, ottimi cross e la consapevolezza di saper giocare a calcio, tentando anche qualche buon numero. Mi piace davvero, se uno come Obi, altro giovane di indubbie qualità, avesse la metà della sua intraprendenza invece di perdersi spaurito come un pulcino in ogni partita, l’Inter potrebbe contare su due ottimi giocatori in prospettiva.
Mi piace anche pensare che il ragazzo stia “studiando da Zanetti” nel senso che in questa sua posizione sulla fascia con Maicon, mi ricorda quel binario fantastico costituito dal capitano e dal colosso di qualche tempo fa, con il brasiliano libero di assaltare avendo le spalle coperte da Zanetti.
Spero davvero che potremmo continuare a vedere titolare questo ragazzo, senza pressarlo ma dandogli fiducia.

Sono arrivati i tre punti, quei maledetti tre punti che servono così tanto per risalire da una zona retrocessione che è un’onta per la storia dell’Inter, quelle vittorie che servono per far tornare nell’ambiente nerazzurro un po’ di serenità. Per riuscire a chiarirsi le idee senza dover fare un vertice post partita ad ogni sconfitta nello spogliatoio per poi riproporre sempre le solite difficoltà.
I problemi dell’Inter di questa stagione sono ancora tutti lì, non è la sfida con la Fiorentina a darci la prova che la storia di questa stagione stia cambiando, perché la viola era davvero a pezzi, una squadra inesistente e fiacca, senza Jovetic, Montolivo e con una formazione largamente illogica schierata da Delio Rossi.

I singoli: Oltre al già citato faraoni, vero “man of the match”, mi è piaciuta la personalità di Thiago Motta, così come la determinazione di Milito, mentre se parliamo di fase offensiva resta sempre l’assoluta necessità di recuperare Forlan ed il “conte” Snejider, visto che tra Milito, Pazzini e zarate, in fase realizzativa la situazione è tragica.
Milito si impegna tantissimo ma come ormai chiaro è in una fase molto calante di forma e forse della sua carriera, Zarate è l’anti-calcio, un giocatore che non mi piace per nulla anzi che mi innervosisce con il suo gioco inutile e dispendioso di energie per i compagni senza mai rendergli la palla e che spero scaldi tanto la panchina da qui in poi. Ci sarebbe Pazzini, che contro la viola ha sbloccato l’incontro, ma che si è mangiato due reti gigantesche, due occasioni fallite che l’Inter non si può permettere in questo momento,
Quindi ben venga Forlan e il conte Wes, che spero presto decida di tornare a giocare nell’Inter e non solo nella nazionale olandese, visto che il Manchester United forse con l’esclusione della champions non potrà più permettersi di acquistarlo.

Il futuro: Poca fretta, tanta testa, pazienza ed umiltà. Mister Ranieri è passato da parlare di scudetto un mese fa a cantare il “de profundis” alla squadra del triplete, come a dirci che quella squadra non esiste più…Caro Claudio ce ne eravamo resi conto da tempo, così come ci siamo resi conto che servono forze fresche se anche solo si vuole sognare di rientrare nel salotto buono delle prime tre in Italia o se si volesse provare a passare il turno di coppa.
Servono testa ed umiltà come dicevo, tanta unità per arrivare a gennaio con più punti possibili.
Poi il mercato ci dirà che Inter vuole o che Inter si può permettere questa società…

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