Marco Tronchetti Provera, proprietario di Pirelli, che quest’anno arriva al venticinquesimo anno di partnership con l’Inter, ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport: «Chissà… Di certo siamo partiti nella stagione 1995-‘96… È un rapporto che nasce dalla constatazione che per un brand mondiale qual è Pirelli la logica di marketing è inevitabilmente quella di entrare in un mercato internazionale e il calcio è uno degli sport più vicini a tale esigenza».

Lei affianca Pirelli alla maglia nerazzurra con l’arrivo di Massimo Moratti. Magari non è proprio una coincidenza.
“Diciamo che l’amicizia con Massimo ha di sicuro agevolato l’ingresso nel club. Sono stato facilitato dal nostro rapporto personale e dalla comune passione per il nerazzurro e perciò abbiamo fatto insieme un lungo percorso».

«La potenza è nulla senza il controllo»: il fortunatissimo slogan Pirelli ispirato da campioni quali Carl Lewis e Ronaldo ė diventato un must.
«Davvero. E ogni volta che abbiamo provato a cambiarlo ha sempre avuto la meglio sulle proposte alternative. Ha raccolto talmente tanti consensi che per noi è irrinunciabile. Il team che lo ha ideato ha fatto un bel lavoro».

5 maggio 2002: nonostante Ronaldo e altri campionissimi, all’Olimpico sfuma uno scudetto che sembrava vinto. I fotografi la immortalano seduto accanto a Moratti: entrambi increduli, annichiliti.
“Senz’altro la pagina più crudele. Non ci fosse stato il 5 maggio 2010, la Coppa Italia vinta all’Olimpico sulla Roma, prima pietra del Triplete, avrei cancellato questa data anche dal calendario Pirelli…».

La stagione appena terminata stava per procurarle un altro attentato al fegato…
«Diciamo che Spalletti aveva una missione, portarci in Champions, e l’ha centrata: questo glielo si deve riconoscere. Di sicuro non è stata una stagione facile, però si è conclusa in modo positivo».

Traguardo che non è bastato a Spalletti per conservare l’incarico: in panchina andrà Antonio Conte. Che ha cominciato a vincere con la Juve. Come aveva fatto Trapattoni.
«Conte ha ottenuto buoni risultati anche da c.t. della Nazionale e da tecnico del Chelsea. Si tratta di un eccellente professionista e come tale sarà accolto dagli interisti».

Al pari di Marotta, che ha fatto il percorso inverso rispetto a Italo Allodi, supermanager della Grande Inter.
«Certo, anche Marotta ha dimostrato in carriera di essere un bravissimo professionista. E lavorerà per l’Inter con scrupolo e abilità».

C’è da fare molto sul mercato secondo lei?
«Qualcosa a centrocampo e davanti va fatta. La difesa è forte, a livello delle competizioni internazionali. Però in mezzo al campo e all’attacco bisogna rinforzarsi. Per colmare il gap non confido tanto in un calo della Juve quanto in una forte crescita nostra».

Pare che Conte abbia consigliato di cedere Icardi: che ne pensa?
«Io mi fermo al campo e sul campo Icardi è un centravanti di alto livello, questo è fuori discussione».

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