E’ stato evidente, e abbastanza sconcertante. Per la prima volta volta forse la squadra ha provato dare tutto, si è visto l’impegno, la determinazione e la voglia di fare la partita, di dimostrare di essere ancora l’Inter, di essere quella squadra che per anni ha dominato il campionato, ma purtroppo, questa squadra oramai pare sempre più schiava dei suoi ricordi, del suo credersi grande quando invece la realtà è molto molto più cruda e deprimente.

Da una parte dobbiamo apprezzare senza alcun dubbio la volontà messa in campo contro la Juventus, quei primi minuti folgoranti, quella voglia che è durata fino alla traversa di Pazzini e fino a che le gambe hanno retto il confronto, ma diciamo la verità, vedere San Siro terra di conquista di quei colori, con quella presidenza e con tutto quello che c’era dietro a questa sfida non è davvero quello a cui si sarebbe voluto assistere. E la patria interista lo sa,e la contestazione al presidente che serpeggiava a fine partita è una brutta pagina, un brutto epilogo, ma inevitabile ed in gran parte meritato.

Troppa la differenza tra le squadre vista in campo, talmente tanta che se si vuole onestamente analizzare la partita c’è da dire che poteva finire con un punteggio molto più largo, basti pensare alle occasioni avute da Matri due volte, da Del Piero, il rigore che ci poteva stare di Marchisio, quella di Estigarribbia…è quasi umiliante dover continuare a fare questi conti, a riportare sempre le stesse cose, a far rimarcare sempre gli stessi errori ma la realtà parla di questo e non ci possiamo inventare nulla. Da una parte l’impegno dall’altra l’efficacia, in casa Inter i nomi, in casa Juve le prestazioni e sopratutto i ricambi.
Per tutta la partita si è visto più volte come diversi giocatori indicassero a Ranieri la mancanza di filtro centrale a centrocampo, con la difesa nerazzurra terra di conquista avversaria, ma Ranieri NON POTEVA FARE NULLA, non aveva risorse per opporsi, aveva già sparato le sue cartucce migliori e poteva solo sperare. A questo sommate poi le amnesie ormai continue di Lucio, scherzato spesso da Matri, e di Chivu, per cui abbiamo terminato le parole, ed ecco la prestazione oscena della retroguardia di ieri sera, che perde anche maicon, che ha rimediato uno stiramento di secondo grado..
Per i nerazzurri ieri sera le sostituzioni per cercare freschezza o spunti sono state Obi, scelto titolare e poi ancora una volta bocciato, Alvarez, di cui si ricorda finalmente un passaggio dritto, e Castaignos, preferito alla statua di Milito tenuta in panchina un po’ per mancanza di condizione ed un po’ per suggerimento venuto dall’alto.
In casa Juventus invece si possono permettere di avere in tribuna i Krasic ed i Quagliarella più una signora panchina. E questo è imbarazzante. Questo succedeva all’opposto sino a due stagioni fa, e non servono milioni per avere dei giocatori sani e CHE ABBIANO CORSA, se è vero che nel Milan, perchè non è solo sui bianconeri che l’Inter perde clamorosamente il confronto, giocano titolari o primi ricambi i Taiwo,Mexes, Aquilani e Nocerino che non sono dei fenomeni ma che fino ad adesso sono costati tutti e tre meno di un milione di euro, tra parametro zero, diritto di riscatto e semi-regalo di Zamparini.

Ci sarà sicuramente chi storcerà la bocca davanti a questi nomi, non che Nocerino sia un fenomeno, ma all’Inter ci sarebbe tremendamente bisogno di giocatori freschi e di gamba.
Ormai però non si può che abbassare la testa e lavorare, sperare di fare il meglio possibile e attendere in gloria il mercato di gennaio, quando Mr Fair Play finanziario sarà costretto ad allargare i cordoni della borsa .

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