Tanto tuonò e tanto si gufò che alla fine piovve e si perse. Con questo celebre proverbio riveduto e corretto in salsa nerazzurra apriamo questo editoriale di commento alla cosiddetta “settimana friulana” che ha visto l’Inter impegnata in casa prima in coppa Italia contro il Pordenone e poi in campionato contro l’Udinese. Da entrambe le partite l’Inter è uscita non certo soddisfatta con la netta sensazione che la squadra stia entrando in un momento di stanca dopo mesi iniziali di  grande intensità e produttività.

Decisamente inaspettata nonché deludente la prova contro il Pordenone dove, seppur sia entrata in scena un’Inter composta in larga parte da giocatori che di solito non giocano, comunque sì è dovuto aspettare i calci di rigore per sapere il nome della vincitrice. I ragazzi, forse sottovalutando l’impegno o forse per mancanza di abitudine ad un gioco corale ed ordinato, si sono affidati più alle possibili iniziative individuali che non ad un’idea di calcio basata sul talento messo però a disposizione della squadra. I minuti passavano, le energie venivano profuse ma tutto era inutile ed i nostri con il tempo hanno perso lucidità ed a poco sono valsi gli ingressi di Brozovic, Perisic ed Icardi. Ci è voluto un grande Padelli ai calci di rigore per evitare sorprese clamorose, ma ormai la frittata era stata fatta.

Contro l’Udinese i titolari sono tornati e la prova dei nerazzurri nel primo tempo è stata senza dubbio incoraggiante con tantissime occasioni create e trame di gioco proposte, peccato esser stati puniti nell’unica disattenzione difensiva da parte dei nostri, poi prontamente rimediata dal solito grande Maurito Icardi. Peccato davvero non esser riusciti a segnare ancora nella primavera frazione di gioco per che nel secondo tempo l’Inter è apparsa nettamente sulle gambe, deconcentrata e priva di idee, di certo non allo stesso livello di quella che ha iniziato il match. Gli ospiti hanno preso coraggio ed hanno trovato due volte la via del goal. Alla diciassettesima di campionato l’Inter cade e lascia la vetta al Napoli. Nessun dramma ovviamente, sapevamo che prima o poi doveva succedere ed è successo. Siamo ben consapevoli di quale deve essere il nostro obbiettivo vero: finire il campionato in zona Champions League, quindi almeno il quarto posto.

La preoccupazione non è assolutamente nella sconfitta in sè e neppure nell’eventuale sorpasso di Napoli e Juventus (n.d.a. siamo appena a dicembre ed i giochi sono lungi dall’esser decisi) quanto semmai nel constatare come questa squadra abbia una rosa molto corta di giocatori veramente affidabili e che la proprietà non sia in grado di intervenire a gennaio sul mercato in manierando soddisfacente. Questo quanto pare aver confermato mister Zhang a Sabatini, Ausilio e Spalletti nel post match di San Siro sabato sera. Dunque solo scambi di prestiti o acquisti di pari entità rispetto alle previe cessioni. E se così fosse per davvero noi tutti dovremmo incrociare le dita augurandoci che si tratti solo di una settimana balorda e che i restanti arrivi estivi inizino a contribuire per davvero in base alle aspettative. Nel frattempo l’Inter, prima squadra di serie A, ha emesso un bond da 300 milioni ad ottime condizioni per rifinanziare il debito e tale emissioni ha trovato grande interesse da parte degli investitori con sottoscrizioni doppie rispetto all’offerta.

Assorbita la botta contro l’Udinese ora testa alla trasferta del Mapei stadium contro il Sassuolo prima del derby di coppa Italia contro il Milan del 27 dicembre ed il match di chiusura del girone d’andata contro la Lazio del 30 dicembre.

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