Sapeste che gusto mi fa dopo tante settimane poter commentare una partita dell’Inter senza avere nulla da lamentare, qualcosa da obbiettare o da criticare.

L’Inter è stata semplicemente perfetta, dal primo all’ultimo minuto. Se proprio proprio vogliamo trovare qualcosa da rimarcare magari il buon Ranieri poteva sostituire i due diffidati senza farci trepidare fino all’ultimo secondo per ogni quasi intervento di Maicon e Motta, ma ripeto è proprio a voler trovare qualcosa da dire.

E’ stata una partita perfetta perchè l’Inter è scesa in campo con la concentrazione di un gruppo ritrovato. Quando ho letto la promessa che la squadra si era fatta prima della pausa natalizia, cioè qualche giorno di vacanza in più in cambio di una mega multa se con il Parma fosse andata male, ho capito che questo gruppo stava trovando forse quelle alchimie e sinergie che fanno spesso la differenza, la fiducia nei propri mezzi, la voglia di mettersi alla prova.
E lo si è visto come dicevo nell’approccio a questa gara, il Parma non è il Real Madrid chiaramente ma ricordiamoci le figure barbine fatte a Novara e Siena, in questa stagione nessuna squadra è stata facile per l’Inter. Ed invece pronti via e Alvarez, proprio lui, il pulcino bagnato venuto dalla terra della pampa, disegna calcio a tutto campo accarezzando il pallone con la suola, deliziando la platea ma riuscendo anche ad essere concreto servendo al ritrovato Milito il gol dell’1-0-

Milito, si, anche lui pare trasformato. Due reti da Milito, con movimenti perfetti e chirurgici a tagliare fuori i difensori avversari e , finalmente, la sua consueta freddezza sotto porta. E finalmente il ranocchio si lascia baciare dagli applausi di San Siro e ritorna Principe. Ma ritrovato o trasformato è anche Nagatomo, diventato affidabile e preciso, con Julio Cesar che para come ai bei tempi o la difesa tutta che, sorretta da un Samuel mostruoso non subisce quasi mai e chiude imbattuta.
Ma se tutta la squadra pare così migliorata forse, sarà anche il caso di rendere omaggio al mastro Geppetto nerazzurro, Claudio Ranieri, silenzioso ed operoso ha lavorato in queste settimane nella sua bottega , un falegname che si è ritrovato per le mani un pezzo di legno brutto, danneggiato e sfibrato e ne ha tratto molto più di un burattino, un bambino vero, scalciante e vispo, e che probabilmente è destinato a crescere. L’hanno chiamato apposta, tardi ma l’hanno chiamato, per restituire fiducia e risultati ad una squadra in zona retrocessione dopo la cura di Mangiafuoco Gasperini.
Adesso inizia il campionato dell’Inter, con l’obbiettivo di arrivare nei primi tre per portare a casa una qualificazione champions che sino ad un mese fa pareva impossibile.

Per fare questo si dovra per forza passare dalla vittoria negli scontri diretti, si dovranno battere le grandi, se si vuole tornare ad essere considerata una delle grandi, magari dalla prossima settimana quando ci sarà il derby, l’occasione dolce per ribadire che la squadra non è morta e sepolta e che se anche non è più quella del triplete, senza nascondere la testa sotto la sabbia, può ancora dire la sua e piano piano inserire i suoi giovani per dare nuova linfa al gruppo, magari aiutati dal mercato.

Una partita perfetta, dove se Zanetti realizza un autorete goffa quanto figlia della generosità il guardialinee segnala fuorigioco ed annulla, e alla prima palla vagante un ragazzo come Faraoni indovina un gol fantastico. Godiamoci il momento e attendiamo con serenità la sfida del derby..con Snejider e forse Forlan, non due qualsiasi da poter utilizzare.

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