L’Inter di Spalletti coglie la sua seconda vittoria in due partite ed espugna un Olimpico giallorosso al termine di un match molto più sofferto di quel che potrebbe suggerire il risultato finale. Due squilli di tromba ravvicinati di Icardi cambiano radicalmente gli orizzonti tecnici e di valori fino a quel momento espressi con i padroni di casa dominanti a centrocampo, trascinati dalla classe e dal dinamismo di Nainggolan, e con i nerazzurri spesso costretti a rincorrere e ad aggrapparsi ai legni della propria porta.

La strada da fare è ancora molto lunga, molteplici sono le correzioni tecnico-tattiche da apportare e gli uomini da aggiungere con il mercato a questa squadra, che rappresenta quanto di più simile al classico cantiere con i lavori in corso, ma di segnali (n.d.a. e segni) positivi se ne possono vedere. Andiamo dunque per punti cominciando dalle note meno liete:

1) Seppur in presenza di chiara buona volontà non vi è dubbio che la cifra tecnica tra Inter e Roma si sia rivelata ieri sera in tutta la sua evidenza con i giallorossi che ci hanno sovrastato in maniera netta dettando i tempi e tenendo il pallino del gioco e noi che abbiamo corso a vuoto ed in maniera disordinata.

2) La disposizione in campo, almeno in partenza, è stata sbagliata. Borja Valero schierato inizialmente assieme a Candreva e Perisic dietro ad Icardi è sembrato fuori ruolo ed incapace di incidere in maniera tangibile, sfiancandosi al contrario in uno sterile pressing, per nulla supportato da un Gagliardini inconcludente ed involuto ed un Vecino che era in altre faccende affaccendato.

3) Anche dalle fasce laterali non sono giunti almeno per 2/3 del match indicazioni incoraggianti: non serve ripeterci sul l’inadeguatezza di D’Ambrosio e Nagatomo a calcare campi di serie A ma la situazione diventa preoccupante se si anche Candreva e Perisic per almeno un’ora di gioco sono sembrati spettatori non paganti.

Tutto dunque sembrava apparecchiato per i titoli di giornali che raccontano l’ennesimo schiaffo subìto dall’Inter in trasferta contro una delle grandi del calcio italiano, se non fosse che:

1) Spalletti ha inserito Dalbert per Nagatomo e Joao Mario per Gagliardini arretrando Borja davanti alla difesa a dar supporto a Vecino e ad impostare il gioco ed inserendo Joao al posto dello spagnolo ex Fiorentina: entrambi i cambi hanno sortito effetti molto positivi.

2) Perisic si è accorto che al suo cospetto c’era Juan Jesus (non esattamente un Alaba o un Marcelo) e che quindi era possibile attaccare l’uomo è creare superiorità numerica.

3) La Roma, dopo aver colpito tre pali clamorosi, ha lasciato un attimo la presa abbassando il livello di intensità e concedendoci campo.

E poi è entrato in azione lui, Mauro Icardi che con due lampi di una bellezza abbagliante ha prima sorpreso e poi tramortito la Roma ed il morale dei padroni di casa: davvero due perle di assoluta scaltrezza ed imprevedibilità, due colpi micidiali in rapida successione che hanno fatto piombare la Roma da +1 a -1 e quindi nel suo atavico difetto (da quando se ne è andato Capello) di perdere la concentrazione e disunirsi quando le cose non vanno come sperato. Il 3-1 di Vecino è la ciliegina sulla torta di una serata che è partita male ma che si è trasformata in un trionfo che mancava dalla stagione 2008/09.

 

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