Walter Zenga, ospite negli studi di Sky Sport, ha parlato del suo futuro ed anche del suo passato.

Queste le sue parole sulle sue esperienze passate e sull’Inter: “Passato? Non ho più giocato in porta, anche a Zurigo lunedì ho giocato fuori. Mi han fatto gol tutti, quindi basta, questa la battuta che dico a tutti (ride, ndr). Neuer di recente ha detto che veniamo ricordati sempre perché sbagliamo una cosa e non cis i ricorda delle 100 parate belle, è vero. Non c’è mai uno che premia la miglior parata. Quando ti incontri con gli altri giocatori è ‘ciao Walter, ti ricordi il gol che ti ho fatto’. Perché l’Inter non mi ha mai chiamato? Ditemelo voi. Sono stato vicino, a cavallo tra Mazzarri e Mancini. Poi è arrivato Mancini, che è un filo più bravo di me, diciamo così. Credo che essere amato dai tifosi non dovrebbe essere un limite, così come se una persona è onesta, schietta e sincera e dice quello che pensa non dovrebbe essere un limite. Se si va per secondi fini, no. Ferrero? L’avevo presa sull’offensivo la frase sulla tv, ma mi ha fatto un complimento, mi ha detto che commento bene le partite e quindi capisco il calcio. Sono stato esonerato perché nella settimana tra la partita con Chievo fuori e Fiorentina in casa ho avuto un battibecco e dopo questa seconda partita sono partito per andare a trovare i miei bambini a Dubai. Si sono unite le due cose, il presidente si è fatto convincere. Io ritengo di essere andato alla Samp in un momento in cui il presidente aveva poca esperienza di presidenza. Oggi ha capito che è lui che comanda, deve sbagliare con la sua testa. Sono convinto che oggi non mi manderebbe via”.

Sugli altri argomenti, invece: “Lavorare con i cinesi? Ho lavorato con il gruppo cinese che ha comprato il Wolverhampton. Non è stato semplice lavorare con loro, quando in Inghilterra inizia la Championship non hai neanche il tempo di renderti conto dove sei, giochi di continuo, poi il mercato. Bruscolotti? Ci ho giocato contro. Lui è stato uno di quelli che nell’88, quando dovevo andare al Napoli, provava a convincermi. Quando giocavamo con l’Inter al San Paolo Fanna aveva una paura tremenda da lui. Ranieri? Ci siamo sentiti spesso, era molto emozionato quando ha ritirato il premio, ha parlato con la voce di chi la vive veramente. Vedere un uomo di oltre 60 anni emozionarsi così ti fa venire voglia di dire ‘il nostro Leicester è dietro l’angolo’. Allenato in tanti paesi? Allenare in Cina? Dovrei fare una scelta di vita. Fifa Awards, punizione Mohd Faiz Subri? Ero seduto davanti a Roberto Carlos, che di punizioni se ne intende, e mi ha detto ‘credevo fosse una punizione fatta al computer’. Sarri? Arrivato in un grande club 56 anni, è tra i top da ammirare”.

(Fonte: Sky Sport)

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