Il mercato non era ancora chiuso ma vedere andar via Andreolli, Medel e Murillo a pochi giorni dall’inizio del campionato, con il solo Skriniar in entrata, aveva creato un certo allarmismo. Soprattutto dopo un mercato fatto di tante promesse, in tutti i sensi, e nessun colpaccio che non solo ridisegnava sulla carta una rosa di scarsa qualità ma la riduceva anche all’osso.

Al fischio di inizio ci siamo presentati con una scommessa slovacca – che fino ad oggi sembra essere vincente – e una coperta troppo corta non solo nel reparto difensivo, che negli ultimi anni faticava a trovare interpreti in grado di dare stabilità e certezze, ma anche in attacco.

Senza dubbio i movimenti in uscita – ben 13 contro i 7 in entrata – sono stati una boccata d’ossigeno per il bilancio ma rischiano di ripercuotersi in modo pesante sulla squadra. Sì, non ci sono impegni infrasettimanali… ma fino a che punto è possibile giocare sempre con gli stessi undici?

Magari all’inizio si trattava di scelte obbligate, visto un Dalbert e un Karamoh ancora troppo acerbi e un Cancelo costretto allo stop dopo pochissime settimane, ma al momento le scelte di Spalletti sembrano chiare e consapevoli.

SEGUI LA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

L’unico reparto che ha avuto le porte girevoli è stato il centrocampo: fino a poche giornate fa, infatti, Brozovic e Joao Mario si giocavano il ruolo di trequartista dietro Icardi; Gagliardini, Vecino e Borja Valero le zolle della metà campo.
Staffetta che è durata poco, giusto il tempo di trovare l’ingranaggio più efficace per creare equilibrio tra i reparti, occasioni da gol e mettere in cassaforte i 3 punti.

E allora, dal derby di Milano, spazio ai soliti 11 e turnover pari a zero: l’assetto di partenza della squadra trova basi solide e affidabili in un 4231 con Handanovic, Nagatomo, Miranda, Skriniar, D’Ambrosio, Vecino, Gagliardini, Borja Valero, Perisic, Candreava e Icardi.

Coperta corta?

Se diamo uno sguardo alla rosa ufficiale è impossibile non pensare che siamo numericamente al limite. E se porgiamo uno sguardo più attento e critico potremmo anche metterci le mani nei capelli: c’è chi non vede il rettangolo di gioco da tempo, chi deve ancora prendere confidenza con un nuovo modo di giocare e chi…

Lo spogliatoio sembra comunque tirato a lucido, affiatato, complice e senza musi lunghi. E non è una cosa da poco.

La scelta di Spalletti di schierare sempre gli stessi – anche se alla fine parliamo solo di 5 giornate – potrebbe avere però motivazioni diverse ovvero quello di creare uno zoccolo duro per dare un’identità precisa alla squadra. E non sarebbe certo la prima volta.

Ricordate l’Inter del triplete? Quanto turnover ha conosciuto quella corazzata? Mourinho mandava in guerra i soliti noti, fino a spremerli tra campionato e coppe! Gente che correva e ringhiava per 90 minuti più recupero, che non si tirava indietro nei contrasti e che si sacrificava per la squadra.

L’obiettivo era di rendere sempre più fluidi e automatici i meccanismi di gioco e i risultati gli hanno dato ragione.

Sarà così anche questa volta, seppur in proporzioni molto minori? Non ci resta che vivere il campionato giornata dopo giornata, almeno fino a gennaio…

Interfans.org è la community dei tifosi dell'Inter. Ogni giorno centinaia di neroazzurri si incontrato sul nostro forum e si informano sulle notizie neroazzurre