Ieri è arrivato in Italia Eriksen, ha sostenuto le visite mediche, ha ricevuto l’abbraccio del tifo nerazzurro e ora si attende l’ufficialità per far sì che possa concretamente iniziare la sua avventura interista. RI

È l’uomo a cui l’Inter chiede una scossa, la scossa scudetto, l’accelerata in termini di entusiasmo, oltre che sotto l’aspetto tecnico. Eriksen è il moltiplicatore tecnico ed emotivo nelle mani di Antonio Conte. È l’uomo che ha fatto tornare i tifosi dell’Inter esultanti sotto una finestra. Stravolto, il giocatore è poi andato a riposare in hotel, non lontano da quel San Siro che scoprirà domani sera, in Coppa contro la Fiorentina. La sua presenza allo stadio è scontata. Ma è corsa contro il tempo per concedere a Conte la possibilità di convocarlo già contro la Fiorentina, per farlo va completata la documentazione in arrivo da Londra. E l’annuncio, ovviamente. Ci sarà oggi, l’area social ha studiato una presentazione ad hoc subito dopo la firma del contratto fino al 2024″, spiega La Gazzetta dello Sport.

“E sì che ci voleva uno scossone, un carrello di autostima in direzione Appiano. La sconfitta della Juventus a Napoli ha già di suo rimotivato i nerazzurri, apparsi fisicamente e forse anche psicologicamente provati nelle ultime settimane dopo un campionato «a 200 all’ora», giusto per citare le parole del suo allenatore. Eriksen non è metà Real Madrid, vero. Ma è un calciatore che il Real Madrid stesso non aveva mai negato di desiderare. Ed è un’opportunità tecnico-tattica che nella rosa dell’Inter di oggi non c’è. È un antibiotico, il danese. È l’antistress per un’Inter che ha vinto solo due partite delle ultime sette di campionato, eppure è la stessa squadra che in classifica è a soli tre punti dalla Juventus. La frenata non ha cancellato il girone d’andata. Eriksen non risolve i problemi, non riempie come d’incanto il portafoglio. Ma aiuta, aiuta eccome. Oggi pomeriggio il centrocampista sarà ad Appiano per il primo contatto con i nuovi compagni. Con Conte ha già lungamente parlato al telefono, ma per l’inserimento servirà tempo. E la testa va al derby del 9 febbraio, realisticamente la prima partita in cui potrebbe partire titolare. Ricorda un altro esordio, di un altro trequartista, quello di Sneijder contro il Milan nell’agosto 2009. Più di dieci anni dopo, l’Inter è tornata a fare «wow» sul mercato. Sì, lo stesso «wow» che uscì dalla bocca dell’ex c.t. danese Morten Olsen quando osservò per la prima volta Eriksen”, aggiunge la rosea.

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