È di venerdì sera la notizia che ha allietato l’inizio del 2019 nerazzurro: l’Inter ha in pugno Diego Godin per giugno a parametro zero. Il club e l’uruguaiano devono ancora limare alcuni dettagli, ma sembra proprio che l’affare andrà in porto. Ancora una volta, quindi, l’Inter si muove d’anticipo come fece lo scorso anno con Asamoah e soprattutto De Vrij, diventato già una certezza per la retroguardia nerazzurra. Proprio il reparto difensivo, quindi, beneficerà di un nuovo, importantissimo innesto. E ancora a zero euro. Godin lo conosciamo: difensore ottimo sia in fase di marcatura che di impostazione, contraddistinto dalla consueta grinta (anzi, per usare un termine a noi più caro, garra) sudamericana e più precisamente uruguaiana. A questo aggiunge però serenità e sangue freddo che gli permettono spesso di decidere le partite più importanti con la sua specialità, il colpo di testa, lasciando il segno nei momenti che contano. Riconosciuto come uno dei difensori più forti al mondo, basta citare tre dei gol che hanno segnato la sua carriera: quello al Camp Nou contro il Barcellona nello spareggio-Liga della primavera 2014 con cui consegnò il titolo al suo Atletico Madrid; quello in finale di Champions League contro il Real (poi vanificato da un altro specialista nei momenti decisivi, Sergio Ramos) che, se non fosse stato per quegli ultimi secondi, sarebbe valso la Coppa; quello con cui eliminò l’Italia ai Mondiali 2014 consentendo al suo Uruguay di approdare alla fase ad eliminazione diretta. Insomma, davvero una splendida notizia per l’Inter e i suoi tifosi.

Conosciamo però il tifoso Interista, e sappiamo come, per una sorta di “deformazione professionale”, sia portato a cercare un possibile lato negativo della vicenda anche a fronte di un’ottima notizia. Legittimo ed umano farlo. E così, la mente vira subito su Milan Skriniar. La domanda è: “Perchè, se già abbiamo una coppia fortissima come Skriniar-De Vrij, si è preso anche Godin per giugno? Forse hanno già in mente di cedere Skriniar?”. E così si collega subito il tutto alle problematiche (secondo noi ampiamente risolvibili) riguardo al rinnovo del contratto dello slovacco, e poi si pensa anche alla necessità di fare, per l’ultima volta (grazie al cielo…), delle plusvalenze entro luglio 2019. Con Skriniar che è ormai riconosciuto globalmente come uno dei migliori difensori centrali al mondo, anche il suo valore di mercato è esploso, attestandosi ormai a circa 80-90 milioni. L’idea, e il terrore del popolo nerazzurro di fronte all’ipotesi di cedere il fenomeno con il numero 37, può anche apparire in qualche modo fondato. Con un po’ di razionalità, però, andremo ad esporre quello che ci sembra lo scenario più plausibile, enumerandone alcune ragioni.

1) Affidabilità continua e confronto con la Juventus

Innanzitutto, partiamo dal primo assunto. In molti pensano che uno come Godin non venga all’Inter per fare panchina. D’altronde, se Miranda ha già deciso di andarsene proprio per lo scarso impiego, ci sarà un motivo. Bisogna però scindere le situazioni: il brasiliano, già da un paio d’anni, sta lentamente maturando la decisione di ritornare in patria e questo potrebbe essere quello giusto, complice la perdita dello status da titolare fisso. In primis, però, Miranda non ha trascorso questa prima parte di stagione interamente in panchina, visto che conta 9 presenze di cui 3 in Champions League. Quel che è vero è che Spalletti sta preferendo la coppia De Vrij-Skriniar che, obiettivamente, sta rendendo alla grande. E probabilmente il motivo risiede anche nelle motivazioni del brasiliano che magari non sono al 100% e in un lento declino che Miranda (anche lui un top) sta attraversando.

Godin, al momento, appare invece ancora al meglio della sua forma fisica e mentale. Proprio per questo motivo, non è affatto scontato che il nuovo arrivato debba partire indietro nelle gerarchie. Semplicemente l’Inter potrà contare su tre difensori centrali di altissimo livello nella prossima stagione, quando sicuramente ci sarà da affrontare una coppa europea (e, a meno di catastrofi, ancora la Champions League). Ed è proprio in questa competizione che ci si augura di fare più strada rispetto a quest’anno, e proprio in questi casi avere delle soluzioni super-affidabili da alternare fa tutta la differenza del mondo. L’Inter, nel 2019-20 (sempre se verrà garantito un mercato estivo all’altezza), sarà chiamata a lottare fino alla fine per lo scudetto. E contro chi? Contro la Juventus, che come difensori centrali vanta nell’ordine Chiellini, Bonucci, Benatia, Rugani e Barzagli. Un reparto arretrato di livello assoluto. Perchè l’Inter dovrebbe essere da meno? La prospettiva che ci sembra più probabile è quella di poter contare su 3 top assoluti come Skriniar, De Vrij e Godin più un giovane che da loro potrà imparare molto, come Alessandro Bastoni. Situazione, sulla carta, perfetta.

2) Lo spauracchio plusvalenze

Veniamo ora al capitolo plusvalenze. I giornali ci dicono che la cifra da racimolare entro il prossimo luglio sarà ancora di 50 milioni, ma non ci è dato sapere se corrisponda al vero o se, con gli introiti derivanti dalla Champions League, non sia qualcosa (o molto) di meno. Principalmente nelle ultime due sessioni estive, sono stati i giovani della Primavera a “salvare” i big già presenti in rosa, ma questa volta pare che le cose cambieranno, principalmente per due motivi. Uno risiede nel fatto che i giovani nerazzurri non garantiscono più valori così alti come nelle scorse campagne estive (la stagione dei ragazzi di Madonna non è stata fin qui brillante al cospetto delle precedenti, magnifiche); l’altro è che Steven Zhang sia rimasto scottato dall’esperienza Zaniolo e non voglia intraprendere nuovamente questa strategia. Ma, dando per buono che le plusvalenze da racimolare ammontino ancora a quota 50, le soluzioni alternative ad una cessione di Skriniar non mancherebbero. Pensiamo in primis a Perisic, che quest’anno appare spento dopo un Mondiale da protagonista ed anche un po’ a corto di motivazioni (speriamo che ci smentisca o che, in caso contrario, Spalletti non si faccia problemi a puntare su Keita). E, oltre a Perisic, ci sono i vari CandrevaDalbertGagliardini ed altri elementi della rosa con cui si potrebbe arrivare alla cifra richiesta.

3) Motivazioni sempre al 100%

Sapere che hai due compagni così forti fa sì che nessuno dei tre possa mai avvertire la sensazione di una “titolarità comoda”. Ci sarà sempre da dimostrare, da convincere l’allenatore di meritare il posto da titolare: competizione interna significa motivazione al 100%, che significa miglioramento delle prestazioni. E quando i top sono super-motivati, questo significa tendenzialmente vincere.

Suning, non deluderci

La prossima estate sarà quella della verità per Suning. Da luglio 2019 l’Inter sarà libera dai fastidiosissimi ed assurdi vincoli del Settlement Agreement e ci sarà più margine di manovra. Inutile e controproducente aspettarsi un mercato da 300 milioni, ma c’è secondo noi lo spazio per inserire nella rosa nerazzurra un paio di giocatori in grado di favorire il salto di qualità, specialmente a centrocampo. Il presidente Steven Zhang appare sempre più innamorato dell’Inter e questo non può che farci immensamente piacere: ci aspettiamo, quindi, che seguano i fatti e che si vada verso quel mantenimento della promessa di insediamento: “Riportare l’Inter al top del calcio mondiale”. Ecco, in questo senso privarsi di un giocatore come Skriniar sarebbe un pessimo segnale, se non tragico. Significherebbe ridimensionamento. Lo slovacco è stata una fantastica intuizione datata estate 2017: arrivato con un po’ di scetticismo, in 2-3 mesi è riuscito ad acquisire lo status di top mondiale. Un predestinato.

 

Non può essere sacrificato. Fortissimo tecnicamente e psicologicamente, ha la mentalità vincente dentro, è già pronto per vincere. E, in un mercato nel quale si andrà presumibilmente alla ricerca di giocatori in grado di riportare l’Inter alla vittoria, sarebbe un delitto privarsi di Skriniar: ha tutto quello che serve per diventare un simbolo dell’Inter presente e futura.

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22 anni, laureando in "Scienze della Comunicazione" presso l'Università della Calabria. L'Interismo è qualcosa che scorre dentro senza freni, in maniera totalmente irrazionale. Condividere questo sentimento è magnifico, scrivere di Inter ancora di più.