Storia interista nell'ultimo cinquantennio. Episodi ed emozioni vissuti personalmente

josethespecialone

Esordiente
l'inter degli anni '80 per me è sempre stata "la partita alla radio insieme a mio papà" nella camera dei miei genitori con lui sul letto ed io steso per terra e posizioni che cambiavano scaramanticamente. Ogni tanto i finali non li voleva seguire per la troppa tensione e poi non sopportava vedermi nervoso. Quindi ogni tanto rinunciava a seguirli e spegneva la radio per evitarmi la delusione e si inventava qualcosa da farmi fare di bello per distrarmi.

invece per le coppe generalmente c'era la sintesi delle partite dopo le 23 per la coppa uefa.. in quel caso mio padre mi faceva stare sveglio fino a tardissimo sempre e comunque "tanto domani ti tiro lo stesos giù dal letto alle 7 per andare a scuola, cavoli tuoi"

le delusioni più grandi sempre a Madrid in quegli anni.. il furto più incredibile nel 1983 in coppa coppe . una roba vergognosa altro che biglia di bergomi o le entrate di Maqueda nel 1986 su altobelli e rummenigge

alla radio il goal col boato più grande sicuramente quello di Altobelli in Inter-Napoli 1983-1984 a 9' dalla fine con la panchina di radice in bilico. mamma che gioia
Io alla radio ricordo, tra l'altro, in derby del 1969-70. Ameri cianciava faticosamente qualcosa, la partita stava finendo con uno scontato 0-0 e la palla l'aveva la difesa del Milan, che aspettava soli il fischio dell'arbitro. All'improvviso,Ameri urlo' "RETE!.. CORSO!!!" Era succeso che Maldera I, il citrolone che teneva la palla, la diede dietro al portiere (Belli ?) senza guardare. Mariolino capi' tutto, gli girò alle spalle, prese la palla e segnò. Ma questo lo seplo dopo. All'urlo di Amerò ero saltato in aria dalla poltrona e ricadendo a terra sbattei la testa per terra. Non ricordo altro. Mi soccorre mia madre e mi venne la febbre per l'emozione. Avevo 12 anni
Non so se è il topic adatto. Ho un domandone da porre a chi segue l'Inter da più tempo di me.
Dunque io sono del 90 e sono interista da sempre, ma ho cominciato a seguire l'Inter assiduamente dal 5 maggio 2002.
Come l avete vissuta la prima Inter di cuper?
Partendo dal presupposto che l'Inter ogni anno partiva per vincere per poi mandare tutto in vacca quasi subito.. Vedere l'Inter che a marzo si trova ancora in lotta per scudetto e uefa, che effetto vi ha fatto? Che avete pensato? Era abbastanza inaspettato immagino
No era uno squadrone. Con Bobo e Ronie davanti, in mediana Di Biagio e Cristiano Zanetti erano una diga davanti a una difesa fortissima con Toldo Cordoba e Materazzi. Aveva ricambi sontuosi tipo Mimmo Kallon, Ventola e Emre ma aveva un buco enorme a sinistra. Gresko. In parole povere, fu un furto.
 

josethespecialone

Esordiente
nel 1962 aveva fatto il gesto dell’ombrello al selezionatore Mazza, dopo avere segnato un gol in amichevole alla Cecoslovacchia, avendo dribblato mezza squadra

nel 1966 c’era topo Fabbri, ultras Bologna, riveriano, ecc ecc

nel 1970 Valcareggi preferì De Sisti Juliano (!) , incredibile
Con Accacchino nel '70 Mariolino era finito ai margini della squadra. Ricordo che cominciava a entrare al posto suo Sandro Vanello un ragazzo bravissimo ma che era lontano anni luce da Mariolino. L'anno dopo Corso Mazzola e Facchetti si stancarono di litigare tra di loro, presero la squadra in mano e fu Corso a trascinarla di peso al titolo. A fine anno tornò anche in Nazionale e gioco' pure benissimo, in una partita in cui c'era mezza Inter in campo ( Eire-italia 1-2)
 

josethespecialone

Esordiente
secondo me la finale persa col Celtic è stata drammatica non tanto per la sconfitta in sè (che ripeto, ci può stare ) ma per quello che comporta in seguito
infatti per la prima volta dopo 4 anni l' Inter non gioca la Coppa dei Campioni (e dato che ci andava solo la vincitrice o detentore del trofeo, per i tempi è un record ) , la ferita è talmente grande ( anche perche segue Mantova) che l' Inter di Angelo Moratti finisce a Lisbona.
Non ho mai capito come funzionasse per la Coppa delle Fiere, ma credo che Moratti si rifiutò di giocarla perchè non la riteneva all' altezza del club. La ferita fu talmente grande che l' anno dopo la cede a Fraizzoli. E l' Inter fa un campionato incolore.
quella sconfitta rappresenta la fine di tutto
Si hai ragione. Ero bambino e ricordo che la vedevo mentre montano la pista Policar. La finale di Coppa Campioni si giocava di pomeriggio. Alla fine del primo tempo segnò Mazzola su rigore e si andò all'intervallo. Nella ripresa segnò il Celtic dopo un assedio e io spensi la Tv. La riaccesi e stavamo perdendo. Mi misi a piangere. Molti molti anni dopo la rividi su Espn. La squadra crollò letteralmente nel secondo tempo. Non stavamo in piedi come è successo poi il 5 maggio o più di recente contro il Toro l'anno scorso o contro Sinisa il mese scorso. Mancava Suarez e giocava Bicicli, che non era proprio la stessa cosa, ma erano tutti stremati.
 

josethespecialone

Esordiente
Oggettivamente la più grande Inter della storia , anche se me abbiamo vissuta un' altra bella in maniera diversa
Io le ho viste tutte e due. Per me la squadra più forte era quella di Morinho. La prima giocava quando ero piccolo ed era al tramonto. Aveva però in più un certo Roberto Boninsegna. Erano tutti fenomeni ma niente a che vedere con le imprese del 2010.
 

Cimmi

Prima squadra
La grande Inter non aveva Boninsegna, che era stato mandato a farsi le ossa al Potenza, se non sbaglio, e poi a Varese. Fu quindi ceduto al Cagliari e rientrò alla base nel 1969-70 in uno scambio che coinvolse Gori, Poli e Domenghini. Non mi sento di fare preferenze tra quella squadra e quella guidata da Mourinho. La squadra di Herrera però è durata di più: vinse la Coppa dei Campioni nel 1963-64 e 1964-65, oltre alle coppe Intercontinentali corrispondenti. Nel 1965-66 esce in semifinale con il Real Madrid (che in finale vinse con il ben più debole Partizan Belgrado dove l'unico giocatore di un certo rilievo era Mustafà Hasanagic) e nel 1966-67 arriva alla finale con il Celtic: sicuramente l'Inter era stanca, ma con Suarez al posto di Bicicli, che tra l'altro era un'ala (relegato anni prima tra le riserve dopo l'acquisto di Jair) e non un regista, magari potevamo gestire meglio l'assalto scozzese del secondo tempo. Poi fummo capaci di perdere a Mantova lo scudetto e pochi giorni dopo la semifinale di coppa Italia con il Padova, squadra di serie B. Gli ultimi fuochi di quella grande squadra furono nel 1970-71 con la vittoria dello scudetto e l'anno dopo con il raggiungimento della finale di Coppa Campioni contro l'Ajax: ma gli olandesi erano onestamente più forti e inoltre avevamo Corso squalificato per i fatti di Monchengladbach (pare avesse preso a pedate l'arbitro).
 
Ultima modifica:

interista.doc

Titolare
Io le ho viste tutte e due. Per me la squadra più forte era quella di Morinho. La prima giocava quando ero piccolo ed era al tramonto. Aveva però in più un certo Roberto Boninsegna. Erano tutti fenomeni ma niente a che vedere con le imprese del 2010.

No dai.

L'Inter del Mou è per lunghi tratti assimilabile all'Inter del Trap. La Serie A 1988-89 aveva contendenti paurosi: il Napoli di Maradona e Careca, il Milan degli olandesi, la Juventus di Laudrup, la Sampdoria di Vialli e Mancini. Vincere in quel modo, disintegrando tutto e tutti, frantumando record su record, è stata una cosa straordinaria. La Serie A 2009-10, per quanto fosse ancora un grande campionato, non era a quel livello. Ciò viene, però, compensato dal tassello Coppa Italia e soprattutto dalla vittoria della Champions che io, personalmente, ritenevo totalmente fuori dalla nostra portata: quando battemmo il Chelsea, ero già strafelice così, dopo anni di delusioni agli ottavi. Mai pensavo che saremmo riusciti ad alzarla. Quindi fu un'impresa straordinaria anche quella.

Peccato che si esaurì nel giro di una stagione: motivo che mi porta a considerare l'Inter degli anni Sessanta la più grande Inter di tutti i tempi. Una corazzata decantata e lodata in tutti i libri di storia del calcio di qualsiasi autore di qualsiasi nazionalità.

L'Inter di Helenio Herrera è un simbolo non solo del calcio, ma dei 60s interi: non credo sia necessario aggiungere altro.

E io non l'ho vissuta eh, per cui parlo senza nostalgia né sentimentalismo alcuno
 

Tuettili

Campione
Io, purtroppo per me, sono abbastanza vecchio da ricordarmele tutte queste Inter, da HH in poi. Devo dire che l'emozione per la Grande Inter I non era minimamente paragonabile a quella delle altre, a quei tempi una squadra Italiana che trionfava in Europa era come sbarcare su Marte. Miei conoscenti che non avevano la TV a casa ed andavano a vedere le partite a quella del bar sotto casa mi raccontavano che l'entusiasmo si tagliava a fette e perfino quelli che tifavano altre squadre erano contenti delle nostre vittorie. Che tempi ! In estate, per motivi di lavoro di mio padre, andavamo al mare in Luglio ed era facile incontrare dei calciatori: a Forte dei Marmi ero vicino di ombrellone di Guarneri mentre gli anni precedenti a Castiglioncello ero addirittura vicino di casa di Sarti (suo figlio Riccardo ed io giocavamo spesso insieme), ricordo che dopo Mantova il grande Giuliano soffriva per terribili mal di testa a causa del trauma cranico che si era procurato sbattendo la testa contro il palo dalla disperazione per la papera che ci era costata il titolo. Quanto alla finale contro il Celtic mio padre, che detestava i Britannici come popolo ma li ha sempre ammirati per l'intensità che mettevano nel giocare al pallone, dopo dieci minuti mi disse papale papale che quella partita l'avremmo persa. Quando andammo in vantaggio tentai di dirgli che si sbagliava ma lui rispose che avevamo segnato perché avevamo più classe ma che alla lunga loro ci avrebbero travolto fisicamente. Infatti ... :cry:
Il mio primo derby a S. Siro fu nel '70, il giorno dell'esordio in A di Ivano Bordon. Sconfitta 3:0, a fine partita un signore seduto dietro di me prese per mano il figlioletto e gli disse: "Vieni, andiamo a cacciare l'allenatore !". Io ed un mio amico eravamo talmente sconfortati che pe rpoco non ci mettevamo a piangere. Lorenzi, che ci avev aprocurato i biglietti, ci Disse: "Tranquilli, il derby di ritorno è quello che conta e quello lo vinciamo noi !" Purtroppo al derby di ritorno (2:0 per noi) avevo l'influenza e non potei andare, mi consolai andando a Firenze l'ultima giornata di campionato.
 

Tuettili

Campione
Già, l'Inter del Trap: quell'anno vidi diverse partite dal vivo, tra le quali quelle a Pisa, a Firenze e quella dell'ultima giornata di campionato a S. Siro contro la Fiorentina (a proposito della quale avrei un altro episodio da raccontare, ma lasciamo perdere). Bene, per me è stata quela l'Inte rpiù divertente da guardare, era impressionante sia livello fisico che tecnico, un vero spettacolo, soprattutto Matthaeus ...
 

Cimmi

Prima squadra
Io, purtroppo per me, sono abbastanza vecchio da ricordarmele tutte queste Inter, da HH in poi. Devo dire che l'emozione per la Grande Inter I non era minimamente paragonabile a quella delle altre, a quei tempi una squadra Italiana che trionfava in Europa era come sbarcare su Marte. Miei conoscenti che non avevano la TV a casa ed andavano a vedere le partite a quella del bar sotto casa mi raccontavano che l'entusiasmo si tagliava a fette e perfino quelli che tifavano altre squadre erano contenti delle nostre vittorie. Che tempi ! In estate, per motivi di lavoro di mio padre, andavamo al mare in Luglio ed era facile incontrare dei calciatori: a Forte dei Marmi ero vicino di ombrellone di Guarneri mentre gli anni precedenti a Castiglioncello ero addirittura vicino di casa di Sarti (suo figlio Riccardo ed io giocavamo spesso insieme), ricordo che dopo Mantova il grande Giuliano soffriva per terribili mal di testa a causa del trauma cranico che si era procurato sbattendo la testa contro il palo dalla disperazione per la papera che ci era costata il titolo. Quanto alla finale contro il Celtic mio padre, che detestava i Britannici come popolo ma li ha sempre ammirati per l'intensità che mettevano nel giocare al pallone, dopo dieci minuti mi disse papale papale che quella partita l'avremmo persa. Quando andammo in vantaggio tentai di dirgli che si sbagliava ma lui rispose che avevamo segnato perché avevamo più classe ma che alla lunga loro ci avrebbero travolto fisicamente. Infatti ... :cry:
Il mio primo derby a S. Siro fu nel '70, il giorno dell'esordio in A di Ivano Bordon. Sconfitta 3:0, a fine partita un signore seduto dietro di me prese per mano il figlioletto e gli disse: "Vieni, andiamo a cacciare l'allenatore !". Io ed un mio amico eravamo talmente sconfortati che pe rpoco non ci mettevamo a piangere. Lorenzi, che ci avev aprocurato i biglietti, ci Disse: "Tranquilli, il derby di ritorno è quello che conta e quello lo vinciamo noi !" Purtroppo al derby di ritorno (2:0 per noi) avevo l'influenza e non potei andare, mi consolai andando a Firenze l'ultima giornata di campionato.
Carissimo, credo che siamo più o meno coetanei, all'epoca di HH1 (Helenio) ero un bambino. Ho cominciato a seguire le partite nel 1965-66, ricordo di aver visto la semifinale di ritorno con il Real Madrid in tv. L'anno dopo seguii bene sia il campionato che, soprattutto la Coppa Campioni: quando perdemmo con il Celtic ero disperato e mi consolai convinto che ci saremmo rifatti l'anno dopo. Non avrei mai immaginato di dover aspettare fino al 2010 per rivincere la Coppa.
 

Spillodue

Esordiente
Si hai ragione. Ero bambino e ricordo che la vedevo mentre montano la pista Policar. La finale di Coppa Campioni si giocava di pomeriggio. Alla fine del primo tempo segnò Mazzola su rigore e si andò all'intervallo. Nella ripresa segnò il Celtic dopo un assedio e io spensi la Tv. La riaccesi e stavamo perdendo. Mi misi a piangere. Molti molti anni dopo la rividi su Espn. La squadra crollò letteralmente nel secondo tempo. Non stavamo in piedi come è successo poi il 5 maggio o più di recente contro il Toro l'anno scorso o contro Sinisa il mese scorso. Mancava Suarez e giocava Bicicli, che non era proprio la stessa cosa, ma erano tutti stremati.
Mi permetto di correggerli su un punto: il fallo su Cappellini e il relativo rigore segnato da Mazzola si verificarono sicuramente nei primi minuti del primo tempo, ora non ricordo con precisione il minuto, ma sicuramente prima del decimo. Per quanto riguarda gli assalti del Celtic ricordo che spesso andavano addosso a Sarti: più volte durante la telecronaca fu ribadito che in Gran Bretagna era concesso un simile comportamento: bisognerebbe controllare se effettivamente le regole dell'epoca lo consentivano.
 

Spillodue

Esordiente
Sono andato a rivedere poco fa un video dell' epoca e Mazzola segna il rigore al settimo minuto, ma un'altra cosa mi ha fatto sobbalzare: il gol del pareggio di Gemmel era da annullare con le regole del fuorigioco dell ' epoca, bloccando l'immagine al momento del tiro c'erano ben tre giocatori del Celtic soli davanti a Sarti, oltre tutti i difensori dell'Inter. Almeno uno secondo me copre la traiettoria del tiro. Comunque a quel tempo bastava che un calciatore, partecipante o meno all'azione, fosse in fuorigioco, in quell'occasione erano tre.
 

mercury88

Capitano
Già, l'Inter del Trap: quell'anno vidi diverse partite dal vivo, tra le quali quelle a Pisa, a Firenze e quella dell'ultima giornata di campionato a S. Siro contro la Fiorentina (a proposito della quale avrei un altro episodio da raccontare, ma lasciamo perdere). Bene, per me è stata quela l'Inte rpiù divertente da guardare, era impressionante sia livello fisico che tecnico, un vero spettacolo, soprattutto Matthaeus ...
essendo nato nel 1988,non ho manco visto l'inter del Trap, i primi dolci ricordi miei sono quelli dell'inter del compianto Gigi e dei primi idoli djorkaeff zamorano e soprattutto il Fenomeno
 

josethespecialone

Esordiente
Già, l'Inter del Trap: quell'anno vidi diverse partite dal vivo, tra le quali quelle a Pisa, a Firenze e quella dell'ultima giornata di campionato a S. Siro contro la Fiorentina (a proposito della quale avrei un altro episodio da raccontare, ma lasciamo perdere). Bene, per me è stata quela l'Inte rpiù divertente da guardare, era impressionante sia livello fisico che tecnico, un vero spettacolo, soprattutto Matthaeus ...
Fisicamente facevano impressione enorme quelli del 2007 - 2009. Viera, Matrix, un certo Ibra... Ero a Parma quando Julio Cruz segno al 90' il 2-1. All'entrata in campo restai stupefatto. Erano altissimi. E mancava Adriano.....
 

josethespecialone

Esordiente
Carissimo, credo che siamo più o meno coetanei, all'epoca di HH1 (Helenio) ero un bambino. Ho cominciato a seguire le partite nel 1965-66, ricordo di aver visto la semifinale di ritorno con il Real Madrid in tv. L'anno dopo seguii bene sia il campionato che, soprattutto la Coppa Campioni: quando perdemmo con il Celtic ero disperato e mi consolai convinto che ci saremmo rifatti l'anno dopo. Non avrei mai immaginato di dover aspettare fino al 2010 per rivincere la Coppa.
Anche per me io ho la prima partita in Tv fu il ritorno contro il Real nel 1966.
 

josethespecialone

Esordiente
Mio padre mi ha portato a vedere la mia prima partita a San Siro per potere vedere Corso prima che se ne andasse. Poi se ne andó e ci fece un goal (di testa!!!) con la maglia del Genoa (non ricordo se eravamo andati a Marassi?), mio padre era letteralmente costernato.
Da come me lo descriveva lui era un giocatore geniale e svogliato, che se faceva caldo presidiava la zona di campo in ombra :D
Io lo ricordo solo come allenatore (poveraccio) di un'Inter terribile, svogliata in campionato e che subí il solito furto a Madrid in coppa. Ce l'avevo con lui e non capivo che semplicemente non era un allenatore, aveva accettato di fare il traghettatore per spirito di servizio. Il mio avercela con lui faceva incazzare tremendamente mio padre, e io l'ho capito solo quando ho letto su questo forum le critiche a Bergomi e Zenga... Ragion per cui mi auguro che mai un Cambiasso, per dire, sieda sulla nostra panchina.
Ma guarda sul Bergomi giornalai sarebbe fa aprire una discussione.
Forse peggio ancora si è però comportato il signor Mazzola - mio idolo infantile - dopo che MM lo accompagnò alla porta.
 

Spillodue

Esordiente
Mazzola ha dichiarato al Corriere della Sera di essersene andato perché si era accorto che Moratti si faceva segretamente consigliare sulla campagna acquisti da Moggi che, ovviamente, gli dava delle dritte sbagliate. A meno che Moratti e Mazzola non si confrontino pubblicamente, è difficile sapere la verità. Da calciatore Mazzola era non solo il mio idolo, ma il vero e proprio motivo per cui mi sono innamorato del gioco del calcio e dell'Inter.
 

josethespecialone

Esordiente
Mazzola ha dichiarato al Corriere della Sera di essersene andato perché si era accorto che Moratti si faceva segretamente consigliare sulla campagna acquisti da Moggi che, ovviamente, gli dava delle dritte sbagliate. A meno che Moratti e Mazzola non si confrontino pubblicamente, è difficile sapere la verità. Da calciatore Mazzola era non solo il mio idolo, ma il vero e proprio motivo per cui mi sono innamorato del gioco del calcio e dell'Inter.
Si da bambino era un mito. Ricordi il goal che segnò alla Svizzera in amichevole? Poi ha mostrato un livore verso Moratti che mi sembra francamente segno di un uomo da poco. Che Moratti parlasse con moggiladro mi sembra poco credibile. Vero è che si disse che lo voleva portare all'Inter, ma forse era una voce messa in giro da qualche malalingua, forse baffuta. Insomma una delusione. Credo che Moratti si ricordi di quando gli fece comprare Dabo, Camara e Silvestre, quello che non sapeva stoppare il pallone e che poi divenne titolare allo United!!!
 

Spillodue

Esordiente
A proposito del gol alla Svizzera ricordo di averlo visto a scuola: frequentavo la seconda media, era un sabato pomeriggio ( facevamo i doppi turni) e il prof. di educazione fisica ci portò nell'ufficio del vicepreside a vedere il secondo tempo nella sua ora. Un gol pazzesco, tra i più belli che abbia mai visto.
 

carlo314

Capitano
Moderatore
Mi é venuto in mente a proposito della nostra leggendaria fortuna nei sorteggi di coppa...

Nel '77 becchiamo i sovietici della Dinamo Tbilisi, squadra sconosciuta e che tutti ritengono materasso. Ci buttano fuori al primo turno: 0-1 a San Siro, 0-0 a Tbilisi. Nell'era pre-internet non potevamo saperlo, ma quella era una squadra veramente forte con gente del calibro di Kipiani, Shengelia e Chivadze che faranno figure egregie anche in nazionale. Una squadra che l'anno successivo si prese lo scalpo del Napoli, quello dopo buttó fuori il Liverpool (2-1 in Inghilterra, 3-0 a Tbilisi) e coronó un ciclo vincente andando a vincere la coppa delle coppe 80-81.
 

Notizie Inter

Alto