Il giornalista sportivo Carlo Pellegatti ha rilasciato un’intervista esclusiva in cui ha condiviso alcuni ricordi e opinioni sul calcio italiano e sul Milan. Pellegatti ha iniziato parlando di Silvio Berlusconi, definendolo un maestro per il suo lavoro a Mediaset. Ha ricordato come Berlusconi fosse attento ai dettagli e cercasse di migliorare la forma delle trasmissioni, concentrandosi sugli aspetti visivi e sull’esaltazione dei giocatori presenti. Ha sottolineato che Berlusconi apprezzava la sua voce alta e l’entusiasmo che trasmetteva.

Successivamente, Pellegatti ha commentato l’addio di Paolo Maldini alla dirigenza del Milan. Ha ammesso che è stato un trauma per i tifosi, poiché Maldini era una figura iconica del club. Ha espresso il suo sostegno alla nuova dirigenza e ha sottolineato l’importanza di concentrarsi sul presente per ottenere risultati positivi per il Milan.

Quando gli è stato chiesto di suggerire tre nomi di giocatori su cui il Milan dovrebbe puntare, Pellegatti ha menzionato Marcus Thuram, Sinisterra e Loftus-Cheek come possibili scelte, aggiungendo che Milinkovic-Savic sarebbe stato l’ideale come numero dieci. Mentre sulla squadra che lo ha impressionato di più Carlo risponde la Lazio. “Pensavo che la Lazio, come purtroppo già capitato, si sgonfiasse un po’ nel finale. Invece è stata brava a ripartire. Quindi questa per me è stata la sorpresa”.

Sull’argomento allenatori, Pellegatti ha rifiutato di commentare possibili sostituti per l’attuale allenatore Stefano Pioli, affermando che spera che Pioli rimanga e guidi la squadra nella prossima stagione. Ha definito la figura di De Zerbi come la più curiosa tra i nomi proposti.

Quando gli è stato chiesto se Zlatan Ibrahimovic potrebbe diventare un allenatore, Pellegatti ha affermato che lo vedrebbe bene come club manager a Milanello, mantenendo un legame tra la squadra e la società, ma non come allenatore in prima linea.

Parlando delle prospettive del Milan per la prossima stagione, Pellegatti ha dichiarato che la squadra dovrebbe puntare ai massimi obiettivi, come raggiungere la finale di Champions League e vincere il trofeo. Ha sottolineato l’importanza di essere al massimo della condizione fisica e mentale durante la fase decisiva del torneo.

L’intervista ha proseguito con una discussione sulla sconfitta del Milan contro l’Inter nelle semifinali della Coppa Italia e sulla rivalità tra le due squadre. Pellegatti ha riconosciuto che l’Inter è stata superiore in quelle partite e che il Milan ha avuto problemi simili a quelli che il Napoli ha avuto contro il Milan. Ha sottolineato che non c’erano rimpianti quando si perde contro una squadra migliore.

Pellegatti ha affrontato anche la questione della penalizzazione della Juventus e ha commentato la definizione del campionato come “falsato”. Ha affermato che se una squadra viene penalizzata, significa che ha commesso qualcosa di sbagliato e che il Milan ha raggiunto il quinto posto nonostante le due vittorie contro la Juventus.

Infine, Carlo rivela due esperienze significative delle sue interviste. Una lo ha toccato profondamente: gli incontri con Silvio Berlusconi richiedevano preparazione e domande intelligenti, e il modo in cui il presidente chiudeva l’intervista aveva un impatto duraturo. Le interviste più difficili, invece, erano quelle dopo brutte sconfitte, come quella con Ancelotti dopo Istanbul. Pellegatti è consapevole che nel calcio ci sono alti e bassi, ma la sua passione per il Milan lo spinge a cogliere le opportunità di riscatto.

 

Redazione
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