Juve vs Inter

Era la partita che tutti aspettavano dall’inizio della sosta delle nazionali, se non prima. E’ stata la partita che, sotto molti aspetti, ha deluso ambo le tifoserie. E’ stata una partita giocata con la calcolatrice nella testa piuttosto che con la fame di vincere. Il pareggio è stata la logica conseguenza.

Juve vs Inter, tutto in 6 minuti

Juve vs Inter sembra essere durata l’arco temporale di 6 minuti, quelli che sono intercorsi dal 27° del primo tempo al 33°. E’ successo in quel frangente tutto quanto ha determinato il risultato finale della gara dello Stadium

Al 27′ appunto, un errore di Dumfries a centrocampo ha aperto la strada a Chiesa che si è involato fin dentro l’area prima di scaricare la palla a Vlahovic che ha battuto di destro un incolpevole Sommer. Troppo bassa la linea difensiva, schiacciata verso la porta, tutto troppo facile per l’attaccante serbo. Il gol subito sembra svegliare la squadra di Inzaghi che inizia a macinare gioco e, infatti, al 36’…..

…..Un’azione corale, con ripartenza dal basso, permette a Thuram di vincere il duello in velocità con Bremer. L’attaccante francese serve un pallone al bacio in area di rigore ed il resto lo fa Lautaro che elude la marcatura di Gatti e batte Szczesny per l’1-1.

Juve vs Inter finisce qua, sotto quasi tutti gli aspetti

 

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Tutto il resto è noia

Tutto il resto è noia. No, non è il brano di Franco Califano, o meglio, non solo. Si può riassumere così anche la restante parte del Derby d’Italia che non ha più prodotto delle vere occasioni da gol e delle altrettanto vere emozioni da raccontare.

Per il resto della flebile contesa lo spartito ha raccontato di un Inter calcolatrice. La squadra di Inzaghi ha tenuto in mano il pallino del gioco, ma il tutto è stato contraddistinto da un possesso di palla molto sterile che, come già anticipato, non ha prodotto particolari sussulti se non per un tiro sporco di Thuram in avvio di ripresa, ma veramente poca roba. Come detto l’Inter è sembrata calcolare il coefficiente di rischio che avrebbe potuto comportare attaccare una squadra, quella rivale, che non ha fatto niente per creare pericoli e che è andata in difficoltà la prima volta che i nerazzurri hanno alzato i giri del motore, facendo gol.

Un po’ di rammarico rimane, ma alla fine il bicchiere mezzo pieno è rappresentato dal non aver perso il primato in classifica, seppur, in ogni caso, il cammino è ancora lungo.

E ora?

L’Inter ora è attesa da altre due trasferte che portano con sè situazioni differenti da un punto di vista psicologico e mentale. Quella di mercoledì, in casa del Benfica, ha un’importanza relativa perchè, comunque vada, la partita cardine per il passaggio del turno è quella del 12 con la Real Sociedad a San Siro, e poi quella di domenica sera in casa del nuovo Napoli di Walter Mazzarri.

La trasferta in terra partenopea diventa un crocevia importante perchè, la settimana successiva, lo stesso Napoli volerà a Torino per affrontare la Juve. In poco meno di 5 giorni la squadra di Mazzarri potrà misurare le ambizioni scudetto di quelle che, ad oggi, sono le due contendenti principali alla lotta al titolo. Giocando di domenica sera, l’Inter potrebbe sfruttare il fatto di sapere già il risultato sia della Juventus, (impegnata venerdì a Monza), che delle altre squadre che le gravitano più o meno intorno, (Milan in casa con il Frosinone).

La sfida dello Stadium è stata noiosa, tuttavia l’Inter è ancora capolista e, probabilmente, va bene così

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