Che sarebbe stata dura anche quest’anno in ottica mercato lo sapevamo già. Fino a questo punto, forse un po’ meno. O meglio speravamo di essere nettamente più avanti, di ricevere qualche sconticino, e invece no.

“FC Internazionale Milano prende nota di quanto comunicato dalla UEFA nella giornata odierna: il break-even per la stagione 2016-2017 è stato raggiunto, resta in vigore il settlement agreement fino a giugno 2019 e permarranno le restrizioni per la rosa delle competizioni europee a 22 giocatori, oltre alla necessità di mantenere un equilibrio tra i valori delle titolarità dei calciatori acquisiti e ceduti.”

Questo il comunicato stampo della società nerazzurra pochi giorni fa. L’Inter non ha superato a pieni voti l’esame (per la seconda volta) e dovrà ancora agire nei tempi e nei modi dettati dal Settlement Agreement fino giugno 2019.

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In cosa ha “sbagliato” l’Inter

L’obbligo del pareggio di bilancio al 30 giugno 2017 è stato rispettato, anche grazie alle sponsorizzazioni – oggetto di verifica da parte dell’Uefa – di Suning. Ma secondo gli accordi la società nerazzurra aveva anche un altro obbligo ovvero quello di ridurre le quote di ammortamento dei propri calciatori che al contrario non solo non sono state ridotte, ma addirittura sono lievitate.

Questo cosa vuol dire? Che oltre ai vincoli di bilancio avrà anche delle restrizioni in termini di trasferimenti e, soprattutto, di giocatori inseribili nella lista Uefa per la prossima Champions League che dovrà essere consegnata il prossimo 2 settembre.

Chi rischia di essere tagliato fuori dalla lista Uefa

L’ultima volta rimasero fuori Joao Mario, Jovetic, Kongdobia e Gabriel Barbosa, ma questa volta c’è anche l’obbligo di arrivare al saldo zero tra acquisti e cessioni. Considerando le cessioni andate a buon fine, ad oggi, solo uno tra Skriniar, Dalbert, Gagliardini, Vecino e Borja Valero ha il posto assicurato. E ad oggi l’imprescindibile è proprio il muro slovacco.

Ma gli altri? Senza cessioni importanti sarà una mission impossible a tutti gli effetti anche per i nuovi arrivi in casa nerazzurra: gli unici a non aver problemi in questo sono De Vrji e Asamoah.

Viene facile pensare dunque come i parametri zero potrebbero essere l’ago della bilancia del mercato nerazzurro, soprattutto in ottica liste Champions League. Un nuovo acquisto, con investimenti importanti, aumenta infatti la forbice tra entrate e uscite che rischia di lasciare la squadra orfana di pezzi importanti nella massima competizione europea, quella competizione tanto desiderata e acciuffata dopo 6 anni negli ultimi minuti nella gara spareggio contro la Lazio all’Olimpico.

Come funzionano le liste Uefa per la Champions League

Il punto di partenza è la lista consegnata nel 2016/2017 –e già decurtata- per la partecipazione all’Europa League; Il numero ammissibile per la prossima Champions sarà di soli 22 giocatori, di cui quattro provenienti dal vivaio italiano e due dal vivaio nerazzurro.

Per far entrare i nuovi bisogna tagliare i vecchi, e farlo rispettando il saldo 0 tra acquisti e cessioni. Cerchiamo di capire qualcosina di più a livello pratico.

Nella scorsa stagione l’Inter ha ricavato circa 25 milioni dalle cessioni di Medel, Felipe Melo, Banega, Ansaldi e Murillo, giocatori che risultavano in lista. Questo vuol dire che tra i nuovi arrivati – come Gagliardini, Vecino, Skriniar, Lautaro Martinez… – può inserirne solo uno considerando l’investimento fatto per il loro cartellino.

Per far posto ai nuovi arrivi, e a chi ad oggi è fuori, servono dunque altre cessioni tra i giocatori presenti nella vecchia lista e con entrate importanti.

Ma una buona notizia c’è, ovvero la possibilità di considerare tra le uscite – sia in termini di liste sia in termini di bilancio – due giocatori che non erano presenti nella lista Uefa 2016/2017 ma che comunque erano e sono parte integrante della squadra nerazzurra: Jovetic e Kongdobia. Due slot liberi e un po’ di milioni da poter reinvestire.

Per il vivaio – ovvero i giocatori dai 15 ai 21 anni tesserati per almeno 36 mesi da un club di serie A o dalla stessa società nerazzurra – non dovrebbero esserci problemi ma l’Inter deve comunque tenere alta l’attenzione.

L’anno scorso era stato il “Governo Cinese” a porre dei vincoli, quest’anno invece è questo districato regolamento Uefa. Sarà ancora una volta un calciomercato complicato e delicato. La speranza per i tifosi dell’Inter è di avere una dirigenza abile e competente che allestisca una rosa competitiva per tutte e tre le competizioni che andremo a giocare.