Passato Ferragosto, comincia a intravedersi la linea del traguardo per la chiusura del calciomercato estivo 2019. Se però spesso la fine della sessione rappresenta un sospiro di sollievo perchè dà un taglio alle voci, il più delle volte infondate, e ai nomi sparati a caso, oltre che dare il via all’inizio del calcio giocato, per questa Inter non è proprio così. Marotta Ausilio, infatti, hanno bisogno di mettere a segno almeno altri 3 colpi per concludere il lavoro ma, soprattutto, di cedere alcuni profili remunerativi. Se, infatti, la cessione di Miranda e i prestiti di Nainggolan e Perisic sono servite soprattutto a risparmiare sugli ingaggi dei suddetti calciatori, adesso serviranno le cessioni in modo da monetizzare, e quindi reinvestire, gli introiti derivanti. I 5 acquisti (Godin, Lazaro, Sensi, Barella, Lukaku) finora realizzati sono sicuramente utili, ma è necessario finire l’opera per mettere Antonio Conte nelle condizioni ideali per lavorare e puntare a qualcosa in più della qualificazione in Champions League. Le richieste del tecnico salentino, infatti, non sono state ancora totalmente esaudite e non si tratta affatto di un capriccio, visto che alcune lacune sono chiaramente visibili.

I profili, ma soprattutto i ruoli da completare, sono essenzialmente tre. Li analizzeremo, riservandoci uno spazio finale per trattare rispettivamente la “variabile” ed il “sogno” del mercato nerazzurro, che ruotano soprattutto intorno al nome di Mauro Icardi:

1 – Esterno sinistro

Le buone prove in amichevole dovrebbero non bastare a Dalbert per guadagnarsi la permanenza all’Inter. Pesano troppo i 2 anni negativi in nerazzurro, nei quali il terzino brasiliano ha evidenziato i suoi principali difetti, di tenuta soprattutto mentale. Senza dimenticare, però, che il giocatore ha seri problemi in fase difensiva. Troppo fresco il ricordo di Inter-Empoli dello scorso maggio, nel quale ha seriamente rischiato, con una serie di errori imperdonabili, di estromettere l’Inter dalla prossima Champions League. Sarebbe alquanto rischioso dover contare su di lui come primo rimpiazzo di Asamoah e utilizzarlo quindi da titolare in molte partite (visto anche il triplo impegno), senza considerare il rischio infortuni del ghanese. Oltre ad Asamoah (sicuro della permanenza), ci sarebbe anche Dimarco, che però è un’incognita ad alti livelli e soprattutto è stato proposto in alcune trattative come pedina di scambio. Per questi motivi, l’indiziato numero uno per il ruolo di esterno sinistro appare al momento un altro prodotto del vivaio nerazzurro, Cristiano Biraghi. Da qualche tempo si lavora ad uno scambio con la Fiorentina proprio fra Biraghi e Dalbert, con l’italiano che sicuramente offrirebbe maggiori garanzie e in questo senso sarebbe preferibile rispetto all’ennesimo terzino che arriva dall’estero, visto che conosce già l’ambiente Inter e la Serie A.

2 – Centrocampista 

Ora come ora, senza grossi introiti dalle cessioni, non ci sarebbe spazio per un colpo “alla Lukaku” in fatto di cifre, ma bisognerebbe optare per un low cost. In questo senso, il profilo più accreditato sarebbe quello di Arturo Vidal, che rimpiazzerebbe numericamente Joao Mario, sul quale Conte non farà affidamento. Il cileno ha già lavorato con il tecnico nerazzurro alla Juventus e, nonostante l’età sia avanzata, è stato indispensabile e titolare fisso per il Barcellona di Valverde nella passata stagione, dimostrando di poter ancora competere ad alti livelli. Rispetto alla scorsa stagione, quando Vidal fu vicinissimo all’Inter, il prezzo è sceso (il Barcellona ha bisogno di vendere, specie se arrivasse anche Neymar) e il centrocampista classe 1987 avrebbe addosso tutti i crismi dell’occasione di mercato. La grande personalità, l’esperienza in Champions, oltre che – anche in questo caso- la conoscenza della Serie A, rappresentano punti a favore nell’operazione. L’incognita è però la vita fuori dal campo di Vidal, resosi celebre per alcuni eccessi che sarebbero mal digeriti dalla dirigenza nerazzurra, ancora scottata dall’esperienza Nainggolan.

3 – Attaccante

Marotta ha parlato, qualche settimana fa, di “un attaccante giovane e uno più esperto”. Il primo è Lukaku ed è già alla Pinetina; il secondo sarebbe dovuto essere Dzeko, che però nella serata di ieri ha rinnovato con la Roma fino al 2022. Svanito così il nome accostato da tutti all’Inter fin da giugno, adesso Marotta e Ausilio devono guardarsi intorno alla ricerca di alternative. Ante Rebic potrebbe essere una soluzione, anche grazie alla sua duttilità, ma è probabile che in queste due settimane finali possa essere tirato in ballo un nome nuovo. O, magari, che questo nome sia quella variabile che potrebbe cambiare le carte in tavola…

La variabile Dybala

Già, proprio quel Dybala che la Juventus sta cercando di vendere a tutti i costi alla ricerca di una plusvalenza, anche se la sensazione è che lo voglia vedere ovunque meno che all’Inter. Se, però, con il passare del tempo dovesse prendere corpo e realizzarsi il clamoroso scambio argentino fra Inter e Juventus, quello con Mauro Icardi, ecco che Conte vedrebbe all’improvviso risolti i suoi problemi offensivi, con un il reparto d’attacco composto da Lukaku, Lautaro, Dybala e Politano. E in questo caso si potrebbe decidere di non investire in maniera sostanziosa  a centrocampo, anche perchè da Icardi a quel punto non arriverebbero euro ma una Joya.

Il sogno Milinkovic

Seconda ipotesi: Icardi viene ceduto (bene) a chicchessia, così come Joao Mario. L’Inter si ritroverebbe a quel punto con liquidità da investire. E quale occasione migliore per risolvere finalmente un annoso problema che perseguita i nerazzurri: la mancanza di un centrocampista top in grado di reggere un intero reparto da solo (per intenderci, quello che Nainggolan sarebbe dovuto essere l’anno scorso). Sergej Milinkovic-Savic calzerebbe alla grande a questa Inter, povera (al momento) di fisicità a centrocampo, almeno se consideriamo quelli che al momento sembrano i titolari designati (Barella-Brozovic-Sensi). E, oltre al fisico, il serbo garantirebbe qualità, gol, gioventù, ambizione e voglia di vincere al primo salto in una big. Sarebbe veramente un sogno che si avvera, oltre che salto di qualità e dichiarazione esplicita di poter competere per il titolo.

 

 

22 anni, laureando in "Scienze della Comunicazione" presso l'Università della Calabria. L'Interismo è qualcosa che scorre dentro senza freni, in maniera totalmente irrazionale. Condividere questo sentimento è magnifico, scrivere di Inter ancora di più.