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Calcio Catania

Sal Mou

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ESCLUSIVA TMW - Catania, Rigoli rischia l'esonero
Secondo le indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, il Catania starebbe valutando la posizione di Pino Rigoli. In particolar modo il club etneo non ha gradito la sconfitta con l'Akragas ed il pareggio nella gara di questa sera con l'Unicusano Fondi valida per la terza giornata di campionato.
 

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Respinto dalla Fifa il ricorso del Catania: rossazzurri ancora a meno 7

Confermato il -6
Nuova sconfitta per i legali del Catania che si sono visti respingere dalla Fifa il ricorso sul cosiddetto "Caso Castro", costato una penalità di 6 punti in classifica ai rossazzurri.

Si tratta della penalizzazione per il mancato pagamento al Racing Club de Avellaneda di una rata per l'acquisto del cartellino del giocatore Lucas Castro. Com'è noto il Catania contava di ridurre, se non addirittura azzerare, la penalizzazione sulla base dell'accordo transattivo intervenuto col Racing dopo che la FIFA aveva aperto il procedimento sanzionatorio.

Adesso alla società etnea non resta che ricorrere al TAS di Losanna per una revisione del verdetto.
 

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Catania-Messina 3-1: le pagelle rossazzurre

PISSERI voto: 7 Ancora un’ottima prestazione per il numero 12 rossazzurro. Sull’1-0 ringrazia sentitamente la traversa sulla quale s’infrange la violenta conclusione di Pozzebon, mentre sul gol del numero 9 peloritano è incolpevole. Nella ripresa il duello con la punta messinese si conclude con due parate determinanti.

PARISI voto: 6,5 Dopo la buona prestazione di Taranto il numero 28 etneo inanella un’altra prova positiva. Nella prima frazione di gioco, così come avvenuto in Puglia, si spinge spesso in avanti. Dopo sette minuti, addirittura, sfiora il gol con un poderoso colpo di testa che finisce alto di poco. Nella ripresa, in considerazione del cambio tattico operato da Marra, che ridisegna il Messina dal 4-3-3 al 4-2-3-1, si concentra maggiormente sulla fase difensiva, limitando con successo l’esperto Madonia.

GIL voto: 5,5 Pozzebon è davvero un brutto cliente anche per il difensore brasiliano. Da una sua ingenuità nasce la rete messinese che riapre la gara. Nella ripresa prova in tutti i modi a contenere le sfuriate della punta messinese, riuscendovi in parte.

BERGAMELLI voto: 7 Oltre ad esser il leader del reparto arretrato è anche uno dei punti di riferimento dell’undici di Pino Rigoli. Sull’1-0 è decisivo su Ferri lanciato verso l’area etnea. Coordina al meglio, con tutta la sua esperienza, l’intera difesa rossazzurra. Perno insostituibile.

DJORDJEVIC voto: 6 Al rientro dal primo minuto il difensore serbo disputa una gara senza infamia e senza lode. La condizione fisica non è ancora delle migliori ma il buon Stefan ci mette tanta generosità e aggressività; talvolta anche troppa. Al minuto 35, per esempio, un suo intervento un po’ troppo irruento nella metà campo del Messina gli procura un cartellino giallo evitabilissimo. Nella ripresa si limita alla fase difensiva avanzando raramente. In crescita.

BUCOLO voto: 7 Seconda gara da titolare e secondo ‘7’ rimediato in pagella. Così come avvenuto a Taranto sette giorni or sono il centrocampista catanese, uno tra gli ex di turno, sfodera un’altra prestazione gagliarda. Preferito a Scoppa, nel ruolo davanti alla difesa, combatte come un guerriero, dando equilibrio a tutto il centrocampo. Conclude la partita con la fascia di capitano ereditata da Biagianti. Un piccolo grande premio per un calciatore che sta diventando sempre più importante per gli equilibri tattici della squadra.

BIAGIANTI voto: 7 Gran bella prestazione anche per il capitano rossazzurro. Nei primi minuti è indemoniato, con diversi recuperi palla in mezzo al campo. Intesa crescente sulla catena di sinistra con Djordjevic e, soprattutto, con Andrea Di Grazia. Esce esausto a pochi minuti dalla fine tra gli applausi del pubblico.
Dall’86’ SILVA s.v.

DI CECCO voto: 6,5 Nel primo tempo, tra i tre in mediana, è quello che fatica di più. Nei primi 45 minuti, infatti, perde qualche pallone di troppo che generano, talvolta, qualche grattacapo alla retroguardia etnea. Cresce alla distanza, riversando in campo tutta la sua esperienza e generosità. Nel secondo è tra i migliori: si procura diversi falli che spezzano il ritmo della gara facendo respirare la squadra. Rimedia un giallo per un fallo tattico su Madonia lanciato verso l’area rossazzurra. Un giallo ‘ben’ speso.

DI GRAZIA voto: 9 Nel primo tempo è semplicemente devastante: fa impazzire Mileto, dispensa assist d’oro per i compagni (a Calil dopo due minuti, a Barisic sull’1-0) e segna due reti una più bella dell’altra, la prima con una fucilata di destro di prima intenzione, la seconda con un tocco da biliardo al termine di un gioco di prestigio. Nella ripresa, così come tutta la squadra, arretra il suo raggio d’azione ripiegando in dietro spesso e volentieri. Appare, come per magia, per chiudere definitivamente i giochi con un destro chirurgico che s’infila in rete dopo aver accarezzato il palo. Oltre la solita ottima prestazione adesso sono arrivati anche i gol. Scusate se è poco. Esce tra gli applausi, a due minuti dal novantesimo, sostituito dall’ingiudicabile SCOPPA

CALIL voto: 7 Preferito a Paolucci, ha dopo due minuti la palla del possibile vantaggio: il suo piatto destro però s’infrange contro Berardi. Nonostante il gol mancato, si danna l’anima per tutti i novanta minuti dando una mano a tutta la squadra sfoderando una grande prova di generosità. Splendido l’assist al bacio fornito a Di Grazia in occasione dell’1-0.

BARISIC voto: 5 Lo sloveno è l’unica nota stonata del festoso pomeriggio rossazzurro. Al minuto diciassette spreca clamorosamente il gol del raddoppio a tu per tu con Berardi. Il contraccolpo per la ghiotta occasione mancata si ripercuote sul prosieguo della sua partita. Dopo un’ora, e una serie di passaggi sbagliati, lascia il campo a capo chino. Giornata storta per un attaccante che nelle precedenti partite, contro Fondi e Taranto, aveva ben figurato.

dal 57’ RUSSOTTO voto: 6,5 Dopo appena un minuto dal suo ingresso in campo fa subito capire di avere lo spirito giusto effettuando un intervento difensivo che sbroglia una situazione complicata. Alla prima occasione nell’area avversaria sfiora il gol: il suo destro in diagonale, sporcato da un difensore avversario, finisce però sul palo esterno. Vorrebbe spaccare il mondo, ma non riesce a trovare la via del gol.

RIGOLI voto: 7 Rispetto alla gara di Taranto opera soltanto due variazioni: Djordjevic per Nava sull’out mancino della retroguardia, Calil per Paolucci nel ruolo di prima punta. Scelte azzeccate in un Catania che nel primo tempo crea diverse palle-gol. Giuste le sostituzioni: poco prima del sessantesimo tira fuori un nervoso Barisic, inserendo un Russotto decisamente pimpante. Nel finale dà respiro a Biagianti e concede la meritata standing ovation a Di Grazia. Da libro cuore l’abbraccio con il numero 23 rossazzurro dopo il gol del 2-0.
 

Sal Mou

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Il Catania e il confronto con i tifosi a Melfi



Faccia a faccia finale tra i tifosi presenti a Melfi e la squadra di Rigoli. I rossazzurri sono chiamati a maggiore impegno.

Faccia a faccia finale tra il Catania ed i propri tifosi dopo il pareggio di Melfi. Al termine della gara tutta la squadra con in testa il capitano Marco Biagianti, seguito da Andrea Di Grazia, sono stati chiamati sotto il settore ospiti dello stadio ospite, per un chiarimento.

Durante il confronto, che si è sempre tenuto con toni civili ma duri e diretti, i circa 100 sostenitori rossazzurri presenti a Melfi hanno invitato la squadra di Pino Rigoli ad un maggiore impegno soprattutto nelle gare lontane dalle mura amiche, e contro avversari di inferiore caratura tecnica. Dopo circa tre minuti i rossazzurri sono tornati nello spogliatoi per poi riprendere in pullman la via verso Catania.
 

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Catania-Catanzaro 3-1

CATANIA (4-3-3): Pisseri; Di Cecco, Gil, Bergamelli, Djordjevic (Parisi51'); Biagianti, Bucolo, Fornito; Di Grazia (De Santis 81'), Paolucci, Mazzarani (Bastrini 68'). A disp.: Martinez, De Rossi, De Santis, Bastrini, Parisi, Silva, Scoppa, Piermarteri, Russotto, Anastasi, a Calil, Barisic.
All: Rigoli

CATANZARO (4-2-3-1): Grandi; Esposito, Prestia, Di Bari, Patti; Carcione, Maita; Icardi (Pasqualoni), Van Ransbeek (Giovinco 62'),Cunzi (86' Basrak); Tavares. A disp.: Leone, De Lucia, Pasqualoni, Imperiale, Bensaja, Roselli, Giovinco, Basrak, Moccia.
All: Zavettieri

AMMONITI: Paolucci 63' (CT) 70' Di Grazia, Di Cecco 86' (CT) ; Di Bari 63', Tavares 64', Giovinco 76' (CZ);
ESPULSI: Bergamelli 66', Gil 78' (CT); Prestia 66', Di Bari 88' , Pasqualoni 96' (CZ);
MARCATORI: Biagianti 2', Mazzarani 46', Di Grazia 70' (CT); Cunzi 29' (CZ);
MIN.DI RECUPERO:1 P.t.; 6' s.t.


ARBITRO: D’Apice di Arezzo;
ASSISTENTI DI GARA: Michele Dall’Università di Aprilia - Aristide Rabotti di Roma
 

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Virtus Francavilla-Catania 1-0

VIRTUS FRANCAVILLA (3-5-2): Casadei; Idda, Faisca, Abbruzzese; Albertini (Biason 89'), Prezioso, Galdean, Alessandro (Pino 75'), Pastore; Nzola, De Angelis (Albertazzi 37').A disp.: Albertazzi, Costa, De Toma, Biason, Gallu, Finazzi, Pino, Salatino, Tundo, Turi, Vertugno, Abate.
Calabro.

CATANIA (4-3-3): Pisseri; Di Cecco, De Santis, Bastrini, Parisi; Biagianti, Bucolo (Di Grazia 75'),Fornito; Calil, Paolucci (Barisic 60'), Mazzarani (Russotto 80').A disp.: Martinez, De Rossi, Mbodj, Djordjevic, Nava, Piermarteri, Scoppa, Silva, Russotto, Piscitella, Barisic, Di Grazia.
All: Rigoli.

AMMONITI: Idda 33' , Albertini 81', Prezioso 86' (VFR); Bastrini 53' , Parisi 64' (CT);
ESPULSI: Casadei (VFR);
MARCATORI: 92' Nzola
MIN.DI RECUPERO: 1 P.t.; 4 S.t.;

ARBITRO: Davide Curti di Milano;
ASSISTENTI DI GARA: Cucumo-Massara

ps.
Rigoli: scelte tecniche da esonero.
 

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una mosca bianca che non sputa nel piatto dove ha mangiato...anzi, proprio l'esatto contrario! come calciatore non so ma come persona tanto di cappello.......
in passato come giocatore è stato molto importante x il catania,il suo ritorno in rossoazzurro non è stato all'altezza della situazione,caratterialmene nulla da dire,ragazzo eccezionale,affezionatissimo a questi colori e alla città di catania ;)
 

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una bella notizia x il calcio catania


Dopo la sconfitta con l'Akragas giunge la risoluzione consensuale del legame contrattuale con Pino Rigoli ed Alessandro Russo.
Fatale la sconfitta rimediata all'Esseneto per Pino Rigoli. Attraverso il proprio sito, infatti, "Il Calcio Catania rende nota la risoluzione consensuale del legame contrattuale con l’allenatore Pino Rigoli e l’allenatore in seconda Alessandro Russo, ringraziando i due professionisti per il lavoro svolto ed esprimendo rammarico per la conclusione dell’esperienza alla guida della prima squadra. A mister Rigoli, legato ai colori rossazzurri da un sincero affetto, i migliori auguri per il prosieguo della carriera".

Cresce l'attesa per l'annuncio del nuovo tecnico, che avrà il compito di portare il Catania ai playoff, per poi affrontarli nel miglior modo possibile. Secondo i giornalisti Peppe Di Stefano e Alessandro Vagliasindi il nome caldo è quello di Mario Petrone, ex allenatore dell'Ascoli, che due anni fa ha conseguito grazie al ripescaggio al posto del Teramo una promozione in Serie B. In alternativa, secondo Vagliasindi, potrebbe esserci Vincenzo Torrente, che l'anno scorso ha allenato in cadetteria la Salernitana, oppure ancora Guido Carboni, reduce da un'annata alla Robur Siena.
 

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UFFICIALE: Mario Petrone è il nuovo allenatore del Catania

Comunicato ufficiale Catania
"Il Calcio Catania comunica di aver affidato l’incarico di allenatore della prima squadra al signor Mario Petrone, nato a Napoli il 20 marzo 1973. Il nuovo tecnico rossazzurro si è legato contrattualmente al nostro club per la stagione sportiva corrente, con opzione per il prolungamento fino al 30 giugno 2018. Mario Petrone e l’allenatore in seconda Cristian La Grotteria saranno presentati ufficialmente ai giornalisti ed agli operatori dell’informazione martedì 14 febbraio alle 12.00, in Sala Congressi, a Torre del Grifo Village".
 

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Mario Petrone: "Atteggiamento e mentalità vincente, la chiave è quella"

PRIMO GIORNO IN ROSSAZZURRO
Giornata di presentazioni in casa Catania. Questa mattina, presso la sala conferenze del Torre del Grifo Village, l’a.d. degli etnei Pietro Lo Monaco ha presentato alla stampa Mario Petrone, nuova guida tecnica della formazione rossazzurra. Queste le prime parole dell’ex tecnico di Ascoli e Virtus Bassano: “Sono orgoglioso di essere qui in questa grande famiglia e di far parte di una società storica e importante nel panorama nazionale. Ho dato subito la mia disponibilità a venire a Catania, colpito in particolare da una frase del direttore Lo Monaco: ‘dobbiamo fare di tutto per andare in Serie B’. Il mio obiettivo quotidiano è giocare per vincere, è una mia prerogativa da sempre. Darò tutto me stesso per la società, per la squadra, per i tifosi e per tutto l’ambiente ed è giusto pretendere altrettanto da parte della squadra. Bisogna dare continuità al lavoro ed ai punti fatti fino ad oggi da Pino Rigoli, un amico che conto di sentire in questi giorni, cercando di dare tutto in queste ultime tredici partite e di migliorare le statistiche esterne di questa squadra. Questa è la promessa che ho fatto al direttore e che faccio a tutti quanti".

LAVORO PER VINCERE
"Al di là delle idee tattiche, credo che per vincere in trasferta sia tutto una questione di atteggiamento e di mentalità vincente. Il tutto va coltivato dal primo giorno di lavoro e in ogni seduta di allenamento, a prescindere che si giochi in casa o fuori. Bisogna lavorare nel quotidiano al massimo, con ritmi altissimi, sfruttando al meglio le potenzialità dell’organico e tutte le varie componenti. Una squadra che vuole vincere deve allenarsi ogni giorno della settimana come una squadra che vuole vincere, la chiave è questa. Io lavoro per vincere, per me perdere o pareggiare sono parole negative”.

ORGANICO CHE DA' TANTA SCELTA
"Dal punto di vista dell’organico questa è una squadra che può variare modulo perché ha le caratteristiche per farlo. Si può giocare sia con la difesa a tre che a quattro e con il centrocampo a due e con quattro attaccanti, dipende tutto dalla disponibilità del momento. Sono consapevole che il 4-3-3 sia nelle corde di questo organico, ma al di là del modulo, per me la cosa importante è dare degli automatismi certi alla squadra. Il mio Catania dovrà essere organizzato a prescindere dagli schemi".

IN CAMPO A PRESCINDERE DAL CURRICULUM
“Guarderò tutto ma di certo non la carta d’identità o il curriculum del calciatore, tenendo presente che osserverò molto da vicino anche il settore giovanile. Marchese? Non lo scopro io, tatticamente è uno di quelli che tutti vorrebbero avere. Tavares e Pozzebon insieme? Dipende dal loro atteggiamento. Il girone C è sicuramente tosto e proprio per questo dovremo dare il meglio. Questo è un momento in cui non deve mancare entusiasmo e gioia di mostrare il proprio valore. Voglio vedere gente sveglia".
 

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Salta la panchina di Petrone, Catania affidato a Giovanni Pulvirenti

Termina dopo tre gare il rapporto con il napoletano. Squadra affidata al mister della Berretti. Domani conferenza di Lo Monaco.

Termina dopo tre sole gare il rapporto con il napoletano (un pareggio, una vittoria e una sconfitta il suo score). La squadra è stata affidata al mister della Berretti Giovanni Pulvirenti. Di seguito il comunicato stampa che ufficializza la fine del rapporto lavorativo con l'ormai ex allenatore rossazzurro e col suo secondo La Grotteria. Da segnalare, inoltre, la conferenza stampa di Pietro Lo Monaco, domani a Torre del Grifo: con l'occasione, si potrà capire se Pulvirenti traghetterà la squadra sino a fine stagione o se, invece, si tratta di una soluzione temporanea, nell'attesa di mettere sotto contratto un nuovo allenatore.

"Il Calcio Catania rende noto che l'allenatore Mario Petrone ha rassegnato oggi, in tarda mattinata, le proprie irrevocabili dimissioni dall'incarico di responsabile tecnico della prima squadra. Con Petrone, si è dimesso anche l'allenatore in seconda Cristian La Grotteria. Il Calcio Catania ringrazia i due tecnici per il lavoro svolto, augurando loro le migliori fortune personali e professionali, e comunica di aver affidato la conduzione della prima squadra, già in occasione della seduta pomeridiana odierna, al signor Giovanni Pulvirenti. Giovedì 9 marzo alle 11.00, in sala stampa, l'Amministratore Delegato Pietro Lo Monaco incontrerà i giornalisti e gli operatori dell'informazione."
 
D

Denver

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Scusa sal.......ma è l'aria della Sicilia che provoca nei presidenti di calcio quel raptus che li obbliga a cambiare allenatore ogni 3 x 2 ?
 

Sal Mou

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Lo Monaco: "Melfi la Corea del Catania, viviamo un momento di crisi"

Le parole dell'amministratore delegato etneo raccolte nella conferenza stampa odierna

Da ieri pomeriggio il Calcio Catania ha uno tecnico, il terzo in stagione: Giovanni Pulvirenti ha preso il posto di Mario Petrone, quest’ultimo subentrato a Pino Rigoli appena tre settimane fa. Questa mattina, presso il centro sportivo di Torre del Grifo, l'amministratore delegato degli etnei, Pietro Lo Monaco, ha fatto il punto sulla situazione tutt'altro che rosea degli etnei:

“Le dimissioni di Petrone rappresentano l’ennesima tegola della stagione, dopo quelle rimediate domenica contro il Melfi, dopo Agrigento e Taranto. Già al termine della partita contro i lucani il tecnico aveva manifestato la volontà di andare via. Dopo diversi colloqui con lui, nei quali avevamo tentato di farlo recedere, l’allenatore è stato irremovibile, lasciando la guida tecnica e il contratto in essere. A nulla sono valsi i tentativi. È un qualcosa che ci lascia un tantino perplessi. Da una parte apprezzo la decisione del tecnico, per l'aspetto morale, ma dall'altro magari si è un po' incuranti della conseguenze. Abbiamo nominato come responsabile della guida tecnica mister Giovanni Pulvirenti, allenatore della nostra Primavera. Si tratta di un allenatore dai concetti tecnici di buon livello, cresciuto in casa e che gode della stima della società. Non farà mancare il suo apporto. La sconfitta con il Melfi è una sorta di Corea per il Catania. Bisogna avere rispetto per gli avversari, ma perdere contro una squadra reduce da undici sconfitte di fila lascia tutti perplessi, avviliti e sconcertati. È un risultato negativo che rimarrà nella storia del Catania. Di certo non è figlio di una prestazione eccezionalmente negativa, ma di un momento negativo".

Momento negativo, di crisi, comune anche ad altre formazioni: "Ad Agrigento, - ha proseguito Lo Monaco - abbiamo perso in modo ancor più opinato: abbiamo dominato per 25 minuti, poi si è spenta la lampadina. Siamo consapevoli di vivere un momento non bellissimo, come anche le altre quattro squadre di testa: il Foggia ha avuto la sua piccola crisi, la Juve Stabia la sua grande crisi, il Matera la sua grandissima crisi. Sono momenti che nel calcio possono accadere. Noi abbiamo perso sedici punti contro le piccole squadre. Questa squadra ha fatto 46 punti fino ad oggi, non ha fatto un campionato peregrino. Se avessimo rispettato la normalità chissà dove sarebbe stata questa squadra. I primi ad essere avviliti siamo noi società. Questa situazione negativa la sentiamo sulla pelle, così come la sentono i nostri calciatori che non sono di certo degli squinternati e dei leggeri. Nel calcio quando vengono delle crisi sono crisi, c'è poco da fare..”

L'ad etneo, per rendere meglio il concetto, fa l’esempio del PSG, sconfitto ieri 6-1 dal Barcellona ed eliminato dalla Champions League, riferendosi alla squadra multimiliardaria parigina: “Sono cose che nel calcio possono succedere. Avremmo preferito fare a meno delle dimissioni del tecnico in questo momento, ma penso che la squadra possa dare una buona risposta a Lecce. Non voglio vedere la classifica, ma siamo solo a due punti dalla sesta posizione. Fra Agrigento, Taranto e Melfi avremmo potuto prendere il volo, ma lotteremo fino all’ultima giornata. Le sconfitte come quella col Melfi hanno pochi padroni, ma le vittorie ne hanno tanti. Per me quella di Agrigento è stata ancora più dolorosa come sconfitta”.

Parlando del tonfo col Melfi si è poi soffermato sulla situazione economica della società e sulle illazioni provenienti dal mondo dei social: “Nessuno tocchi il Catania. Il Catania, ora, è ritornato ad essere quella società modello che era negli anni della mia gestione (riferendosi agli scandali del calcioscommesse e alle “illazioni” che sono state fatte dopo Catania-Melfi, ndr). Abbiamo solo i debiti, ma li stiamo affrontando con dignità, soffrendo con guerre dalla mattina alla sera. Stiamo cercando di pagare tutti. Il Catania sta facendo un risanamento pesante, ma ancora più pesante sarà ciò che arriverà a giugno, ovvero l’iscrizione al prossimo campionato. Stiamo cercando di far sì che il Catania possa rimettersi in una posizione diversa. Il vero miracolo non sarà quando il Catania tornerà in Serie A, ma quando sistemerà la sua situazione debitoria. Il Catania quattro anni fa era in Serie A e se adesso si trova in Lega Pro è colpa di tutte le componenti: stampa, tifosi...tutte le cinque componenti di cui parlo sempre. I disastri hanno tanti colpevoli. Ritorna sulle tanto osannate cinque componenti. E' legge, se le cinque componenti vanno insieme le cose andranno bene, in caso contrario vorrà dire che non hanno remato dalla stessa parte. È una cosa folle pensare che il Catania abbia venduto la partita al Melfi. Cosa avevano i melfitani, la banca dietro? Chi sta su Facebook già si è beccato delle denunce, sia da parte mia che della società. Le parolacce su Facebook vi fanno sentire uomini? Ho denunciato Ricca che pensa di essere immune. Per tutti quegli sciacalli, per chiunque spari minchiate su Facebook ci sarà una denuncia penale, non fate le cose col sedere degli altri". Poi si scaglia, come già fatto in settimana, contro il procurartore della FIGC Pecoraro: “Avviare un’indagine che accomuna il Catania al caso Juve-mafia è una vigliaccata; come si fa all’indomani del funerale di Ciccio Famoso in cui erano presenti duemila persone, fatto che comporta necessariamente la presenza di forze dell’ordine, a parlare del nulla. Se c’è un tifoso che ha passato 50 anni della sua vita per il Catania è giusto dedicargli qualcosa”. Tornando alla questione dei ‘treni del gol’ ha aggiunto: “Di tutti ‘sti treni che partivano c’era solo il conducente, possibile mai?!".

L’ad etneo, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti, è ritornato sull’aspetto tecnico: “Con l’avvento del nuovo tecnico (Petrone, ndr) siamo passati ad un modo diametralmente opposto rispetto a come era stato impostato dal vecchio mister (Rigoli, ndr) e questo ha creato una sorta di smarrimento nella squadra. Io sono sempre contrario al cambio allenatore, ma quanto accade è per l’interesse dell’azienda. I nostri non erano pronti alle idee di Petrone e lui non ha saputo aspettare. Rigoli, se non fosse avvenuto l’episodio di Agrigento, avrebbe continuato.Quella partita ha segnato il suo crollo nervoso. Lui si è sempre sentito sulla graticola. Non riesco a spiegarmi dopo tanti anni di calcio la prestazione di Agrigento, abbiamo avuto una crisi di identità”. Alla domanda se il Catania manchi di un leader in panchina, Lo Monaco risponde: "In questa squadra ci sono tanti giocatori innamorati della maglia, come Marchese, il trascinatore è un’altra cosa. Davide Baiocco, che era un rompicoglioni, lo era; non è facile trovarlo".
Sul capitolo Pablo Cosentino: “Il problema, secondo me, è che lui non sapeva dove mettere le mani, – ha commentato Lo Monaco - il calcio è un’azienda, la quarta in Italia, a dir poco articolata e non ci si può improvvisare nel ruolo di amministratore delegato. Cosentino non ha mai condotto una società in vita sua; ha sempre fatto il procuratore. Il procuratore, per storia, non porta i soldi in società ma li prende dalla società: è l’essenza della stortura del nostro calcio. Il nostro calcio va male perché l’85% delle risorse che arrivano vanno nelle tasche dei calciatori e nel mondo che li circonda, ovvero i procuratori. In Germania, per esempio, questo non avviene: lì la ripartizione è al 50%. Il nostro sistema è bacato. Stiamo espiando queste colpe”.

Sulla situazione debitoria ha inoltre specificato: “Abbiamo una serie di incombenze che si riferiscono sia all’ambito civilistico sia all'ambito federale. Abbiamo dei debiti pesanti con società estere per situazioni passate: un milione e quattro con lo Sporting Lisbona, un debito con il Saint-Etienne, con il Wisla Cracovia, con il Boca, con il Racing, tutti debiti che per la maggior parte sono stati transati. Sono tutti debiti che vengono dopo il 30 giugno 2012. Prima di quella data il Catania era una società non in attivo ma di più. Era una società con un patrimonio giocatori pazzesco e una liquidità importante sui conti.Queste transazioni sono figlie di una certa credibilità. Il Catania si è iscritto al campionato con la fidejussione di un privato, perché purtroppo non poteva spendere il proprio nome; le porte erano chiuse. Adesso bisogna farle riaprire…”.
 

Sal Mou

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Sospeso il Daspo ad Antonino Pulvirenti

Come riportato sull'edizione odierna del quotidiano "La Sicilia", il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana ha accolto in via cautelare il ricorso proposto dai legali del proprietario del Catania Antonino Pulvirenti avverso la sentenza del T.A.R. di Catania che aveva sancito l'efficacia del Daspo di 5 anni (provvedimento, quest'ultimo, comminato dal Questore di Catania nell'agosto del 2015). Fin tanto che non interverrà una pronuncia definitiva sulla questione, Pulvirenti potrà ritornare ad assistere alle manifestazioni sportive riguardanti il Catania e, in particolar modo, potrà ritornare a frequentare lo stadio "Angelo Massimino".

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