Benvenuto!

Registrandoti, potrai mandare messaggi privati agli altri utenti e dialogare con centinaia di tifosi dell'Inter

Registrati adesso è gratis!

Hector Raul Cuper

Registrato
7 Maggio 2016
Messaggi
31.280

troppe volte è stato detto che Recoba era discontinuo (vero), che non aveva un ruolo ben definito (può darsi), che si allenava poco (sicuramente)

ma era molto più continuo dei tanto osannati Seedorf e dybala, che come lui non avevano un ruolo ben definito, erano discontinui al massimo, e non mi sembra si allenassero come Zanetti

però giocavano (gioca) in club che vincevano (vincono) e quindi tantissimi dei loro difetti venivano mascherati perchè poi magari la decideva qualcun altro e anche se loro non fanno nulla tutta la partita non viene messo in risalto, a differenza di Recoba che ad ogni partita non decisiva si prendeva bei fischi
 

C.Vieri

Fuoriclasse
Registrato
14 Agosto 2006
Messaggi
13.288
troppe volte è stato detto che Recoba era discontinuo (vero), che non aveva un ruolo ben definito (può darsi), che si allenava poco (sicuramente)

ma era molto più continuo dei tanto osannati Seedorf e dybala, che come lui non avevano un ruolo ben definito, erano discontinui al massimo, e non mi sembra si allenassero come Zanetti

però giocavano (gioca) in club che vincevano (vincono) e quindi tantissimi dei loro difetti venivano mascherati perchè poi magari la decideva qualcun altro e anche se loro non fanno nulla tutta la partita non viene messo in risalto, a differenza di Recoba che ad ogni partita non decisiva si prendeva bei fischi
beh Seedorf è stato decisivo nel Milan da quello che ricordo
 
....
Registrato
7 Maggio 2016
Messaggi
31.280
Ogni volta che ricordo Hector Cuper tra i grandi allenatori ammirati nella storia dell'Internazionale di Milano, mi sento sempre, continuamente, ripetere le stesse cose: "era un perdente".

Eppure io non ho ancora capito realmente - e spero di non capirlo mai, a questo punto - cosa s'intenda per perdente e cosa, invece, s'intenda per vincente. Non ho mai capito del tutto quale sia il confine oltre cui un uomo può dirsi vincente e un altro, invece, deve dirsi perdente. Ciononostante, ogni volta che penso ad Hector Cuper, ogni volta che penso a quella pacca sul petto che solo a vederla mi provocava un tremolio d'eccitazione e agonismo davanti alla TV, ogni volta che penso allo scudetto rubatogli alla penultima e alla terzultima giornata da un sistema antisportivo di stampo mafioso - come accertato da oltre trenta sentenze di condanna divenute oramai definitive - e ogni volta che penso alla finale di Champions sfiorata schierando in attacco la coppia Martins-Kallon, beh... faccio davvero tanta tanta fatica a definirlo "perdente".

Perché ben prima di José Mourinho, Hector Cuper è stato l'allenatore - Uomo, prima che allenatore - che più di tutti ha anteposto il bene dell'Internazionale di Milano, fatto di regole regole e di parità umana, ai capricci di pochi viziati.
Perché ben prima di José Mourinho, Hector Cuper è stato l'allenatore che più di tutti ha insegnato, agli sportivi in generale e a noi interisti in particolare, a non arrendersi: non arrendersi alle ingiustizie, non arrendersi al destino.
Perché, soprattutto, Hector Cuper è stato l'allenatore che più di tutti ha insegnato a noi Interisti il concetto di dignità: la dignità nella caduta, la dignità nella sconfitta.
Eppure sono certo che se soltanto De Santis non avesse venduto anima, culo e portafogli al diavolo di Moggiana memoria, oggi si parlerebbe di Hector Cuper in maniera totalmente diversa, così come diversa sarebbe stata la sua storia sportiva.

E allora, in questa era di tifosi - rectius, tifoidi - dal 22 maggio, in questa era in cui tanto va di moda la favola dell'allenatore vincente che di vincente ha poco o nulla, se non il passato giudiziario, il mio pensiero non può non ricordare Hector Cuper come una delle figure più importanti per la recente storia dell'Internazionale di Milano. Un uomo defraudato, umiliato e sportivamente distrutto da un sistema mafioso eppure rimasto, nonostante tutto, sempre dignitoso.
Hector Cuper, Uomo fiero che ha rivestito il proprio ruolo con orgoglio, culto del lavoro e senso d'appartenenza nerazzurra. Uomo che ha trasmesso amore ed entusiasmo anche nella più becera delle sconfitte.

Perché la differenza tra quelli per cui "vincere non è importante, ma è l'unica cosa che conta" e tra noi che "vincere è importante, ma non è l'unica cosa che conta", è proprio questa.
E allora, Mister, augurandoti buon compleanno oggi sono io a dirlo a te: yo estoy contigo.
 

HBL

Fuoriclasse
Registrato
23 Gennaio 2017
Messaggi
12.960
Grande allenatore che ha riportato l Inter di nuovo a ottimi livelli ma non ha capito che aveva già in casa la gente di talento per svoltare ( Seedorf )
 

HBL

Fuoriclasse
Registrato
23 Gennaio 2017
Messaggi
12.960
Incredibile come tutta la storia di Hector e di quel 5 Maggio sia strettamente legata a un calciatore assolutamente anonimo nella storia dello sport come Michele Serena .
 

C.Vieri

Fuoriclasse
Registrato
14 Agosto 2006
Messaggi
13.288
la pacca sul cuore prima della partita viene data?
faccio la perlustrazione sui giocatori
cioè clicco su ogni giocatore atto a dare fiducia
i parametri di valutazione sono lavoro-fortuna-silenzio-controllo-tempismo-pazienza-disciplina
e poi altro ancora e il resto si basa sulla pacca sul petto che solo ora ho messo in atto perchè non riuscivo a capire cosa dovevo fare
speriamo bene
 
Ultima modifica:

Cal Lightman

Primavera
Registrato
17 Agosto 2017
Messaggi
284
Bravo nel riportare ordine e disciplina all'interno di un ambiente troppo spesso gestito dall'alto più col cuore che col cervello.
Ma personalmente non gli perdonerò mai certe scelte integraliste e talebane, costringendo gente del calibro di Seedorf a snaturarsi calcisticamente, o Recoba fare l'ala per giunta sul lato di Gresko.
Che lo scudetto del 2002 ci sia stato anche soffiato è fuor di dubbio, ma quella squadra arrivò al rush finale con la lingua completamente penzolante. Perché l'ultimo mese (dalla sconfitta interna con l'Atalanta) fu un vero e proprio parto (soffrimmodi come i cani anche con Brescia e Piacenza, non certo Real e Barcellona, oltre a farci buttare fuori pure dalle semifinali di Uefa) e da una squadra che sta in vetta al campionato, dopo aver distrutto la Roma nello scontro diretto, non me lo aspetto un crollo simile. Arbitri o non arbitri.
Stesso dicasi per la stagione successiva dove anche lì arrivammo con la lingua da fuori alla doppia sfida di Champions col Milan, nonostante il campionato fosse già sostanzialmente andato.